L’ospedale Covid parte domani Tocca prima ai pazienti più gravi

Pescara, slitta di un giorno (per un sopralluogo extra) il trasferimento dei malati nella nuova struttura Parruti: «Spostiamo chi ha un rischio alto di contagiosità». E in due vanno subito in terapia intensiva
PESCARA. Domani saranno trasferiti i primi pazienti nel nuovo Covid hospital di Pescara. Dei 75 ricoverati all’ospedale Santo Spirito, circa 35 saranno portati nel quarto livello della nuova struttura dell’ex Ivap, in via Rigopiano: si tratta di pazienti ancora positivi che hanno un rischio elevato di contagiosità. Due malati, invece, andranno subito in terapia intensiva, al settimo livello. Il trasferimento dei pazienti, previsto inizialmente per oggi, è stato posticipato di un giorno per ulteriori verifiche sulla funzionalità degli ascensori, molti dei quali erano fuori uso da anni.
L’arrivo dei primi pazienti nel nuovo ospedale da 11 milioni di euro è una boccata d’ossigeno perché permetterà di alleggerire l’area Covid del monoblocco centrale del Santo Spirito.
I PRIMI PAZIENTI. Stamattina il professor Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara e componente della task force della Regione sull’emergenza coronavirus, farà il punto della situazione sull’area Covid. «Ci sono circa 75 pazienti ricoverati attualmente nell’ospedale di Pescara», spiega Parruti, «di questi, una trentina sono sicuramente ancora positivi e vanno trasferiti subito nel Covid hospital. Sono persone che sono risultate positive di recente all’ultimo tampone. Restano distribuiti nel sesto piano del monoblocco dell’ospedale Santo Spirito, invece, tutti i pazienti guariti che sono in via di dimissione e quelli che sotto il profilo della contagiosità non rivestono più nessun rilievo importante. Questo», aggiunge Parruti, «permetterà di circoscrivere l’area ordinaria di degenza in modo assoluto e semplificherà molto il lavoro per il personale. È un grande vantaggio in questa fase».
GLI ULTIMI CONTROLLI. Il trasferimento è slittato di un giorno per permettere a una ditta esterna al cantiere di riattivare gli ascensori. «È tutto ok, abbiamo fatto le ultime verifiche sugli ascensori per garantire la totale sicurezza nel trasporto dei pazienti», dice Alberto Albani, capo della task force regionale per l’emergenza. «Martedì partiamo con il trasferimento dei primi malati. Questa è una struttura strategica perché nasce dentro l’ospedale ma allo stesso tempo è separata dal monoblocco centrale».
I LAVORI. La Omnia Servitia dell’imprenditore lancianese Antonio Colasante, che ha vinto la gara d’appalto, sta portando avanti il cantiere. Il direttore dei lavori è l’ingegnere Maurizio Vicaretti, nominato dall’Aric, mentre Gianluca Di Loreto è il direttore operativo della Omnia Servitia. Entro il 16 giugno, la ditta completerà tutto il quinto livello - dove finora ci sono solo i bagni e gli studi per i medici - e metà della stecca lunga del settimo livello dedicato alla terapia subintensiva. Entro il 16 luglio, infine, sarà consegnato il sesto livello e sarà completato il settimo. L’ospedale Covid da 181 posti letto (di cui 40 in terapia intensiva) sarà completato entro il 31 luglio.
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