L’ospedale di Popoli perde l’Ambulatorio oncologico

14 Luglio 2015

Confermata la chiusura del reparto, i pazienti costretti a rivolgersi a Pescara Il sindaco Galli: «Pronti ad azioni di protesta per bloccare la scelta della Asl»

POPOLI. Le notizie che circolavano in maniera informale negli ambienti sanitari della chiusura dell'Ambulatorio oncologico si sono rivelate veritiere. L'ospedale di Popoli perde un importantissimo servizio che lo qualificava come struttura sanitaria. «Nonostante le nostre proteste e le nostre palesi preoccupazioni», dice il sindaco Concezio Galli, «molti pazienti oncologici si sono visti già fissare gli appuntamenti per lo svolgimento delle terapie all'ospedale di Pescara. A questo si aggiunge la delibera 743, del 30 giugno scorso, adottata dal Asl di Pescara, che modifica sostanzialmente la programmazione degli investimenti previsti nella deliberazione precedente, 1357 del primo dicembre 2014, spostando al 2017 interventi che dovevano concretizzarsi nel 2015».

«In particolare», evidenzia il primo cittadino, «anche la riabilitazione, primo e secondo modulo, viene posticipata di due anni. L'unica certezza, dunque, che avevamo, quella della realizzazione a Popoli di una riabilitazione a valenza regionale necessaria per la salvezza dell'ospedale, viene meno rendendo gli atti della Asl un vero e proprio libro dei sogni».

Decadono così tutti i risultati raggiunti con trattative, incontri programmatori, promesse di progettualità fatti da un po' di anni a questa parte, durante i quali si era sperato che il Santissima Trinità di Popoli potesse continuare ad essere quella importate struttura richiesta dal territorio. «Vorrei ricordare», afferma il sindaco, «che oltre all'Ambulatorio oncologico e ad altri servizi basilari ormai ridotti al lumicino, anche l'Ambulatorio di otorino per sei ore settimanali ha cessato le sue funzioni per trasferimento volontario dello specialista incaricato, ad oggi non sostituito. Ribadisco con forza che la perdita di quei servizi che, ad oggi, garantivano un serio ed adeguato livello di assistenza alla popolazione di un vasto comprensorio dell'alta Val Pescara e Valle Peligna, sta determinando un brusco e repentino ridimensionamento del nostro presidio».

«L'amministrazione comunale», aggiunge «è bene che si sappia, non accetta nel modo più assoluto le scelte della direzione generale della Asl, poiché da parte nostra aver mantenuto il doveroso profilo istituzionale, aver cercato fino all’ultimo un dialogo costruttivo, non è servito ad avere quelle risposte e quelle certezze che ci si attendeva. Crediamo che i cittadini di questo territorio interno siano tutti uguali e meritino il giusto rispetto». «Nelle prossime settimane», conclude, «decideremo le azioni da portare avanti anche dure se necessarie, in maniere indipendente, ma soprattutto appellandoci anche alle sedi della politica sovracomunale che di fronte a queste situazioni, non può far finta di niente, ma deve prendere posizioni chiare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA