L'ultimo sorriso di Franco Placido, speaker storico e antesignano degli scherzi radiofonici

Aveva 59 anni, commozione e ricordi sui social. I funerali nella chiesa di Sant'Andrea
PESCARA. Commozione nei social e in città per la morte a 59 anni di Franco Placido, speaker storico di alcune tra le radio più importanti come Radio Fantasy, Radio Ceasar e Radio Mela, uno degli inventori degli scherzi radiofonici, innovatore dell'intrattenimento radiofonico e fondatore di uno dei più famosi gruppi social "Quelli che...pescaresi". Ha lottato per 8 anni contro la malattia. I funerali sono in programma alle 17 nella chiesa di Sant'Andrea.
Cresciuto nel borgo della marineria pescarese, la sua voce è entrata nelle case strappando sorrisi. Tanti i messaggi di cordoglio e ricordo. Pino Morelli, suo amico e collega, lo ricorda ad esempio come un antesignano degli scherzi telefonici: "Anticipò tutti, in Italia, persino Mammucari o network radiofonici importanti. Era un genio: sapeva inventare battute e gag in un solo istante".
Franco Placido fu un protagonista delle serate del glorioso Caesar (discoteca di Silvi) e del Lenny's club e poi del Divina. Sempre Morelli ricorda che per un periodo, condusse una stagione de "E' la Fine del Mondo", celebre talk show di Olivieri in diretta nel 1989 su Radio Caesar.
Continua il ricordo affettuoso di Morelli: "I suoi viaggi e incontri esotici, la passione discreta per le bellezze femminili e la cultura di questa terra lo trasformarono in un autentico sognatore ad occhi aperti. Appassionato sino al midollo della Pescara Calcio, tuttavia non aveva più frequentato lo stadio già da molti anni prima del suo disgraziato fattaccio che lo bloccò per sempre su un letto presso il Santa Caterina di Francavilla al Mare, in quell'infausto Novembre del 2015. E pensare che, soltanto due giorni prima, avevamo festeggiato l'ennesimo successo organizzativo, grazie alla cena-dance proprio di "Quelli che Pescaresi" svolta il primo venerdì di novembre di quell'anno presso il lido "Medusa", con una serata memorabile di musica e divertimento. Lui organizzava, io mettevo la musica. Lui la mente, io il braccio. "Ora vado a riposare, ci sentiamo lunedì", mi confidò Franco, al termine di quella serata".

