L’Università piange Paola Desideri

25 Novembre 2021

Titolare della cattedra di Didattica delle lingue moderne, era in pensione da un anno

PESCARA. «Una professoressa rigorosa, molto precisa, accurata. Dalla preparazione davvero eccellente. Ai suoi studenti ha saputo comunicare quello che lei chiamava il “Sacro fuoco di Minerva”, la passione per lo studio e per diventare insegnanti e traduttori migliori».
Così Mariapia D’Angelo, professore ordinario di Didattica delle Lingue Moderne, ricorda Paola Desideri, titolare fino a un anno fa, quando è andata in pensione, della medesima cattedra, nel dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’università d'Annunzio di Pescara, dove è stata anche direttrice del Centro linguistico d’Ateneo, coordinatrice del master in Didattica dell’italiano come lingua seconda e lingua straniera: intercultura e mediazione, nonché responsabile di numerosi corsi di perfezionamento per gli insegnanti di tutte le scuole dell’Abruzzo e del Molise.
Desideri si è spenta lunedì scorso. Aveva 71 anni. Originaria di Offagna, in provincia di Ancona, ormai da 20 anni viveva a Francavilla.
La docente si era formata nell’ateneo di Urbino, nelle Marche, dove ha collaborato, sin dalla nascita, al primo Centro internazionale di Semiotica e di Linguistica al mondo, fondato da Carlo Bo, Paolo Fabbri e Pino Paioni, il suo Maestro.
A Urbino la docente ha lavorato per una trentina di anni per poi trasferirsi a Pescara.
«Ha avuto sempre molto caro il tema dell'inclusione scolastica degli stranieri nelle scuole», riprende Mariapia D’Angelo.
E a proposito della collega Paola Desideri dice ancora: «Ha lavorato per formare gli insegnanti di italiano come lingua seconda, anche quando questa era una professione nuova in Italia e in Abruzzo. È stata una collega corretta, affidabile. Una roccia sulla quale contare. È stata il mio Maestro e oggi ne parlo con l’emozione di allieva», conclude.
(m.pa.)
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