L’università in lutto: era pieno di curiosità

La docente Fazzini: gli allievi lo amavano. Il ricordo di Trinchese: una persona di grande intelligenza
PESCARA. «Alessandro era un tipo curioso. Il bello è che aveva curiosità non soltanto per la ricerca storica ma anche per tutto il resto: aveva la curiosità di apprendere e di scoprire». La docente della d’Annunzio Betta Fazzini conosceva bene Alessandro Angelucci: lo incontrava per strada fin da piccolo. Poi, dopo gli studi, l’ha rivisto da accademico in erba ed è stata lei stessa, coordinatrice del Master di primo livello in Teoria e Pratica di Teatro e Musica nel dipartimento di Lingue e letterature straniere a Pescara, a chiamarlo per il primo incarico da insegnante. «Un primo passo nel mondo accademico», racconta la docente, «era solo un incarico annuale ma un buon modo per cominciare in un ambiente difficile». E alla fine del corso, quel prof con la faccia da studente aveva ottenuto la promozione dei suoi allievi: «È stato molto amato dagli studenti che l’hanno seguito. Era un piacere ascoltarlo perché riuniva la cultura nelle sue tante sfaccettature: era un accademico con una formazione solida e un lettore vorace ma amava anche i giochi di ruolo e la vita quotidiana».
Tra le sue pubblicazioni ce n’è anche una dedicata all’Abruzzo: «Sulla nostra miscellanea ha scritto di un’opera teatrale abruzzese del ’500, la Rosana», dice Fazzini, «il titolo è: “Tradizione medievale nel teatro moderno, la Rosana abruzzese tra problemi e progetti”. Un saggio che è stato apprezzato per la ricca documentazione».
È in lutto l mondo accademico abruzzese: addolorato anche il preside della facoltà di Lettere Stefano Trinchese: «Avevo conosciuto Angelucci 8 anni fa», dice, «era un personaggio e uno studioso di grande intelligenza. Un ragazzo di grande cultura e di tanta lettura».
Luciano Vitacolonna, docente di Semiotica del testo, lo ricorda così: «Era una persona molto colta, simpatica e aperta al dialogo e alla discussione. Si interessava di tanti argomenti: dal mito greco alla comunicazione, dalla filosofia antica alla retorica, dalle varie forme teatrali del medioevo al romanzo poliziesco novecentesco. Io perdo un amico colto, affettuoso, sincero, oltre che spiritoso. Nella comunità del Master, a Pescara, siamo rimasti tutti sconvolti dalla notizia, perché Alessandro era amato da tutti e divertiva tutti con le sue battute e con la sua simpatia».
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