L’università punta sull’ex Cofa per realizzare nuove facoltà

1 Novembre 2019

Svelata la lettera con cui il rettore Caputi propone a Masci l’acquisizione dell’area sulla riviera sud «Vogliamo costruire un campus con i servizi per gli studenti: così rilanceremo l’intera zona»

PESCARA. È scritto nero su bianco il piano che l’università vorrebbe realizzare nell’ex Cofa. È tutto in una lettera di poche righe che il rettore Sergio Caputi ha inviato il 10 luglio scorso al presidente della Regione Marco Marsilio e al sindaco Carlo Masci e resa nota dal primo cittadino mercoledì scorso durante la seduta del consiglio comunale dedicata all’esame del Documento unico di programmazione.
L’oggetto della lettera è la proposta di acquisizione delle aree ex Cofa, sul lungomare Cristoforo Colombo.
«Questo ateneo D’Annunzio di Chieti-Pescara», si legge, «sentito il Senato accademico, formula la proposta di acquisizione delle aree ex Cofa ed eventuali aree adiacenti comunali, al fine di potenziare gli spazi di questa università, riqualificando l’area e trasformandola in campus universitario e di servizi per l’utenza».
Questa proposta, di fatto, va a cozzare con il vecchio progetto di un campus universitario in viale Pindaro, lasciato in eredità dalla precedente amministrazione comunale di centrosinistra. Campus che sarebbe dovuto sorgere accanto all’attuale sede universitaria, utilizzando le aree delle caserme dei vigili del fuoco e della Di Cocco.
Ma il rettore ora punta sull’ex Cofa: resta da chiarire se si intende trasferire interamente l’università da viale Pindaro, oppure si vuole realizzare nuove facoltà e servizi all’interno del campus.
«Trattasi di un’ipotesi», spiega Caputi che si rivolge sia alla Regione, proprietaria dell’area, sia al Comune, cui spetta il compito di stabilire a livello urbanistico cosa realizzare, «che, se ritenuta di interesse, porterebbe le istituzioni pubbliche coinvolte a poter inizialmente individuare una cabina di regìa, costituita dai rappresentanti di ciascuno dei tre enti, per intraprendere un iter tecnico-amministrativo volto al recupero di un’area, attualmente in disuso, da destinare alle attività istituzionali dell’ateneo e, nel contempo, a vedere realizzato un auditorium e servizi utili anche al contesto territoriale». «Questa proposta», prosegue la lettera, «tende essenzialmente a vedere trasformata l’area in questione, indirizzandola ad essere cerniera tra Pescara centro e Pescara Porta Nuova, ipotizzando strutture che possano dare alla città e al territorio una forte visibilità e, nel contempo, essere attrattiva nei confronti non solo dell’utenza studentesca di questa università, ma anche di altri visitatori, dal momento che si potranno prevedere zone di servizi, nonché spazi destinati alla cultura, al verde attrezzato e a quanto sarà ritenuto importante per lo sviluppo di questo contesto territoriale».
Questa lettera ha, di fatto, spaccato in due il Comune, con i consiglieri di maggioranza tutti favorevoli alla proposta del rettore e quelli dell’opposizione, ossia centrosinistra e Movimento 5 Stelle, contrari. Il centrosinistra, in particolare, chiede di ritirare il Documento unico di programmazione all’interno del quale è contenuta questa ipotesi.
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