L’uomo del radicchio e nuove coltivazioni

15 Luglio 2017

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Dal radicchio alle carote Igp, fino al tartufo. Giammarco De Vincentis, di San Benedetto dei Marsi, è un imprenditore agricole che ama reinventarsi. In un suo terreno di un...

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Dal radicchio alle carote Igp, fino al tartufo. Giammarco De Vincentis, di San Benedetto dei Marsi, è un imprenditore agricole che ama reinventarsi. In un suo terreno di un ettaro e mezzo ha messo a dimora 700 piante. Entro sei, sette anni daranno i primi tartufi. Con un investimento minimo.
«Ho sempre cercato di fare cose diverse e di utilizzare in modo adeguato spazi e terreni nella nostra zona», racconta De Vincentis, «molti campi attorno al Fucino, dove c’era il lago e si coltivavano le uve, oggi sono abbandonati perché non redditizi. C’è chi ha seminato un po’ di grano, ma spesso il gioco non valeva la candela e a casa si portava ben poco».
Quindi l’idea dei tartufi. «Inizialmente volevo allevare gli alpaca per produrre lana», ammette l’imprenditore, «ma c’erano troppi probleme e così ho scommesso sul tartufo. Parlando un po’ con gente che coltiva tartufi e facendo ricerche su internet ho capito che si poteva fare. Ho chiamato degli esperti dell’Università dell’Aquila, che in passato hanno gestito delle serre, hanno fatto sopralluogo e hanno detto che il terreno era adatto perché drenante. Ho messo a dimora 700 piante, mi sono state consigliate querce e noccioli a distanza di 5 metri l’una dall’altra. Il quantitativo da produrre dipende dalla stagione e dal clima. Il terreno ce l’avevo, l’ho recintato. L’investimento? Sette, ottomila euro. Non impegna più di tanto».
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