La Asl assume cento infermieri Il concorso al via in autunno
Il termine per iscriversi scade lunedì. Il direttore amministrativo Michitelli: eliminiamo il precariato Rosini, presidente dell’Ordine: «L’arrivo di nuove risorse ci permetterà di potenziare l’assistenza»
PESCARA. Era atteso, attesissimo. E ora c’è, è nero su bianco. Mancano ancora pochi giorni per partecipare al concorso, bandito dalla Asl di Pescara, per l’assunzione a tempo indeterminato di cento infermieri. La domanda dovrà essere presentata (esclusivamente attraverso la procedura telematica), entro il 6 giugno ma, essendo un giorno festivo, il termine viene prorogato al primo giorno successivo non festivo, dopodiché partirà la procedura che porterà all’espletamento del concorso, per titoli ed esami.
La prima fase, quella di valutazione delle domande per l’ammissione dei candidati, avverrà «entro giugno», spiega dalla Asl il direttore amministrativo Vero Michitelli, dopodiché, una volta nominata la commissione e riunito il collegio di direzione («entro la metà di luglio»), andrà comunicata ai candidati la data della preselezione («tra la fine di agosto e i primi di settembre»), e quindi si procederà con la prova scritta, pratica e orale, «in autunno». È immaginabile una «forte partecipazione», dice sempre il direttore amministrativo ricordando che fino ad ora la Asl ha «reclutato il personale necessario tramite gli avvisi di mobilità, considerato che fino a pochi mesi fa era obbligatorio». Con il concorso, prosegue, si risponde «al forte fabbisogno di personale, oltre che al forte turn over», e si soddisfa la «necessità di eliminare il precariato», con conseguenze positive in termini di assistenza, spiega Michitelli ricordando che gli infermieri in servizio sono attualmente 1200.
Esprime grande soddisfazione per il concorso Irene Rosini, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche, perché arriva «dopo dieci anni dall’ultimo concorso di questo tipo» e perché arriva in questo momento storico. «Le istituzioni hanno capito che c’è bisogno di investire sul personale, dopo quello che abbiamo dato», durante l’emergenza sanitaria legata al Covid 19. «Investire sul personale in pianta stabile vuol dire non perdere chi è stato formato», dice Rosini. Un altro aspetto importante è «il ricambio generazionale» (l’età media degli infermieri in Italia è di 50 anni), interrotto «dai tagli alla sanità e dal blocco del turn over» del passato e ripreso solo con «i recenti e consistenti investimenti». L’aspettativa per il concorso è «grande, anche da parte di chi sta lavorando fuori da tanto tempo». Per il personale in servizio il concorso apre «all’arrivo di nuove risorse, con un potenziamento dell’assistenza, e forse si potranno implementare i servizi e consentire il passaggio ad altre unità operative, con una crescita professionale. Sarà possibile adottare modelli organizzativi nuovi, ad esempio per il pronto soccorso da inaugurare, e si potrà pensare all’attivazione dell’infermiere di famiglia, oltre a lavorare per un’assistenza di prossimità e non di attesa, avvicinando la sanità ai cittadini».
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