La Asl assume cento Oss «Eroi del Covid ignorati»

12 Giugno 2021

Pettinari: «Il bando non riconosce il lavoro degli interinali durante la pandemia» Un precario: dopo il danno, la beffa. Avevano promesso di darci una premialità

PESCARA. Via libera della Asl di Pescara al concorso per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di 100 operatori socio sanitari (Oss). È di tre giorni fa la deliberazione del direttore generale Vincenzo Ciamponi per l’indizione del bando, particolarmente atteso tra gli Oss che hanno già lavorato per la Asl, come interinali, durante la pandemia e che sperano di essere assunti, di avere un rapporto di lavoro stabile con l’azienda sanitaria. La prima occasione è sfumata nei mesi scorsi, quando la Asl ha assunto 100 Oss a tempo determinato, a seguito di avviso pubblico, sostituendo così gli interinali. In quell’avviso non ha previsto premialità per gli interinali impegnati durante la pandemia, come hanno segnalato loro stessi il 5 maggio in una manifestazione a piazza Unione, sotto alla sede del Consiglio regionale, promossa per gridare tutto il loro malcontento dopo mesi di lavoro nei reparti Covid, in condizioni difficilissime. Ora la situazione si ripropone e Domenico Pettinari (M5s), vice presidente del Consiglio regionale, che si era schierato al loro fianco, lancia la polemica anche adesso.
Con il provvedimento di mercoledì, oltre a indire il bando, il direttore generale ne ha disposto la pubblicazione sul Bura (per estratto andrà anche in Gazzetta Ufficiale) e, successivamente, sul sito della Asl, nella sezione “concorsi”. Dal giorno di pubblicazione in Gazzetta ufficiale, entro trenta giorni, si potranno presentare le domande di partecipazione al concorso. Intanto, però, la notizia si è già diffusa anche tra gli ex interinali, alcuni dei quali avevano incontrato, in delegazione, i capigruppo in consiglio regionale, a seguito della protesta in piazza. E c’è insoddisfazione perché, dicono, non sono state mantenute le promesse assunte all’epoca.
Il punto del bando che desta perplessità è quello sulla valutazione dei titoli dei partecipanti. Per quanto riguarda i “titoli di carriera”, viene attribuito punteggio ai servizi prestati nel profilo messo a concorso o in profili corrispondenti presso pubbliche amministrazioni, oppure in case di cura, strutture convenzionate/accreditate con il servizio sanitario nazionale, oppure in strutture private, anche attraverso agenzie interinali.
«Al contrario di quanto era stato promesso alla delegazione di operatori socio sanitari incontrati dopo la manifestazione di protesta per i licenziamenti, nella delibera di concorso non vi è alcuna clausola di salvaguardia specifica, nessun riconoscimento per il lavoro svolto nel periodo di pandemia e nella Asl di Pescara. Niente. Gli Oss che hanno prestato servizio proprio nei mesi più duri della pandemia ricevono un altro duro colpo dalla Regione a trazione Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia e dalla Asl. Una vergogna e un’ingiustizia senza precedenti», commenta Pettinari. Per il rappresentante del Movimento cinque stelle, «il concorso si rivela un fallimento, l’ennesimo, del centrodestra e l’ulteriore conferma, se ce ne fosse bisogno, che questi signori si riempiono la bocca di parole e rassicurazioni a cui però i fatti non seguono mai. Questi lavoratori», ricorda, «hanno svolto servizio nei primi mesi della pandemia, quando il vaccino era una speranza e della malattia si conoscevano pochi aspetti. Sono andati a lavorare in una condizione di estrema precarietà, senza mai tirarsi indietro. Qualcuno li ha definiti «eroi a tempo», ed è così», prosegue. Era stato chiesto, dice sempre Pettinari, «di inserire nel bando di concorso una riserva per chi ha svolto servizio nella Asl. Una misura regolare, anzi la definirei una misura di giustizia, applicata già in altre regioni. Invece oggi ci rendiamo conto che nulla di quanto promesso è stato attuato», prosegue dopo aver letto la deliberazione. «La Regione ha fatto una scelta, che seppur legittima, non possiamo condividere perché è umanamente ingiusta. Noi non molleremo di un millimetro».
«Dopo il danno, la beffa», commenta Stefano, uno degli Oss tornati a casa il mese scorso dopo un periodo di lavoro come interinale. «Potevano darci una premialità come operatori Covid, ma così non è stato, nonostante le promesse. Un’altra delusione, per noi. Ora le nostre speranze si riducono ulteriormente, al lumicino, perché altri saranno avvantaggiati, rispetto a noi. E si presenteranno in migliaia».