La Asl sospende 25 sanitari non vaccinati

La commissione ha deliberato: ferie e allontanamento dal posto di lavoro senza stipendio per medici, infermieri e Oss
PESCARA. Prima le ferie residue e poi la sospensione dal servizio e dello stipendio fino a vaccinazione avvenuta. La commissione Asl riunitasi ieri mattina, ha valutato la posizione e formalizzato l’allontanamento dal posto di lavoro di 25, tra medici, infermieri, amministrativi e personale socio sanitario non vaccinato.
L’esecuzione del provvedimento entra in vigore da oggi fino al 31 dicembre (data prevista della conclusione dell’emergenza sanitaria, salvo proroghe) formalmente, in realtà fino all’esecuzione della profilassi vaccinale da parte del personale dei tre ospedali della Asl (Pescara, Penne e Popoli) che, per svariate ragioni, non hanno ancora ottemperato alla immunizzazione obbligatoria.
Ieri si è nuovamente riunita la specifica commissione Asl, composta da direttori amministrativi e coordinatori della funzione territoriale, per valutare la posizione dei 25 operatori sanitari, scremati dai 300 iniziali, gran parte dei quali nel corso dei mesi hanno provveduto a vaccinarsi. Alla base della mancata vaccinazione soprattutto la paura di reazioni avverse del vaccino. Alcuni hanno ottenuto l’esonero dai medici di famiglia in presenza di patologie gravi. Altri ancora hanno deciso di mettersi in malattia preventiva oppure c’è chi, reduce dal Covid, ha potuto dilatare i tempi di immunizzazione. Altri ancora hanno deciso semplicemente di non vaccinarsi per scelta. Gli «accertamenti sul personale no vax» si sono conclusi e la Asl, ieri pomeriggio, ha reso noto quanto deliberato. «Al termine del lungo percorso, finalizzato a raggiungere il numero massimo di vaccinati tra i dipendenti» si legge in una comunicazione dell’azienda sanitaria pescarese, «la commissione, in mancanza dell’idonea documentazione richiesta, certificante l’esenzione alla vaccinazione anti Covid, ha ritenuto opportuno procedere nei confronti del personale interessato». Quindi, sulla base della delibera Asl numero 1406 del 7 settembre scorso in applicazione al decreto legge 44/2021, «il dipendente è tenuto all’immediato utilizzo» delle ferie residue «fino ad azzeramento delle precedenti annualità». Al termine di questo periodo scatta «la sospensione da ogni mansione fino al 31 dicembre e il compenso» fino a eventuale vaccinazione avvenuta. La Asl puntualizza, inoltre, che «il periodo di sospensione» dal servizio in corsia «non determina la maturazione delle ferie». Per evitare la sospensione i dipendenti non vaccinati erano stati, in precedenza, invitati dalla Asl (attraverso una serie di solleciti) a produrre documentazione di «avvenuta vaccinazione, l’esenzione o il differimento ai sensi di legge, la presentazione della richiesta vaccinale, l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale».

