La Asl trova i locali per ampliare l’Hospice

31 Maggio 2016

Rescissa la convenzione che assegnava all’Associazione leucemici spazi trasformati in miniappartamenti che accoglievano familiari dei malati

PESCARA. La Asl si prepara a rientrare in possesso di ampi locali che si trovano all’interno del perimetro ospedaliero e che dall’inizio degli anni 2000 erano stati assegnati con una convenzione sottoscritta dall’allora direttore generale dell’Azienda sanitaria locale Angelo Cordone, all’Al, associazione regionale Onlus che si occupa di malati delle varie forme di leucemia e dei loro familiari.

Quegli spazi si trovano al confine con l’Hospice, ovvero il reparto che si occupa dei malati terminali, che al momento dispone di nove posti, ma che purtroppo avrebbe bisogno che fossero molti di più. Ed ecco l’ipotesi, che pare in realtà già qualcosa di più, di avviare una ristrutturazione per ampliare l’Hospice utilizzando i locali ripresi all’Associazione regionale leucemici.

Si tratta di sette miniappartamenti arredati e attrezzati di tutto punto più altri spazi che dalla loro sistemazione, ormai una quindicina di anni fa, hanno ospitato tra i trecento e i quattrocento malati curati nei servizi di ematologia e oncologia, anche pediatriche, dell’ospedale civile. Pazienti leucemici di ogni età che dovevano seguire cure, terapie o essere sottoposti a controlli e analisi che richiedevano più giorni, ma non necessariamente il ricovero e che con i loro familiari sono dunque venuti nel corso del tempo a Pescara anche da fuori, spesso da regioni lontane – data l’eccellenza dei reparti di riferimento – e hanno trovato accoglienza gratuita negli appartamentini gestiti dall’Associazione.

Da tempo la direzione generale della Asl pescarese ha avviato la procedura di rescissione della convenzione. Alla scadenza dell’accordo l’ex manager dell’azienda sanitaria pubblica, Claudio D’Amario, aveva deciso che lo stesso non sarebbe stato rinnovato. Ne è seguita una sorta di vertenza con l’associazione arrivata nelle aule del tribunale. Negli anni si è arrivati al ciudizio di primo e secondo grado, sempre favorevole alla Asl. La questione è arrivata ora sul tavolo dell’attuale direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini, che, considerato che le sentenze, spiegano ai vertici dell’Azienda sanitaria, sono immediatamente esecutive si procederà al più presto al “recupero” dei locali per «recuperarli a uso diverso e sanitario». Insomma allo sfratto, per dirla in altri termini. La parola fine non è ancora detta, sempra infatti che l’Associazione leucemici stia vagliando la possibilità di ricorrere in Cassazione e fermare così l’esecutività della rescissione fino a eventuale nuovo giudizio.

Ma la direzione della Asl sta intanto facendo progetti di riordino e riutilizzo degli spazi all’interno dell’ospedale che riguardano anche quei locali, compreso l’intervento «urgente» di ampliamento dell’Hospice.

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