La battaglia per il 110% Scendono in campo dodici associazioni

17 Marzo 2023

La reazione al ministro Giorgetti che parla di stop definitivo Parte un nuovo appello alla Regione per salvare i cantieri 

PESCARA. Le ultime dichiarazioni del ministro dell’Economia e Finanze sul Supebonus 110% spengono le speranze di imprese e famiglie e riaccendono la miccia dello scontro sociale a pochi giorni dal voto sugli emendamenti salva-cantieri.
Per il leghista Giancarlo Giorgetti, il Superbonus, inteso con la cessione dei crediti di imposta e gli sconti in fattura, finisce qui. Ma dall’Abruzzo parte un ultimo per non dire disperato appello. Un confronto urgente sui gravi problemi generati dal blocco della cessione dei crediti del 110% e gli intoppi che lo stop deciso dal governo Meloni causa al raggiungimento degli obiettivi europei sull'efficientamento energetico e sulla sostenibilità ambientale. Emergenze che, insieme alla messa in sicurezza antisismica e idrogeologica, possono compromettere la via per riqualificare il patrimonio abitativo, nell’ottica delle case green imposte dall’Ue, e far uscire l'intero comparto edilizio abruzzese dall'impasse.
Lo chiede, in una lettera alla Regione Abruzzo, ai quattro prefetti e ai sindaci dei maggiori Comuni, un vasto schieramento di rappresentanti di sigle del mondo dell'impresa delle costruzioni (Agci, Ance, Aniem, Casartigiani, Claai, Cna, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop) e del sindacato dei lavoratori del comparto (Fillea-Cgil, Filca Cisl e Feneal-Uil).
«Il decreto, approvato dal Consiglio dei ministri il 16 febbraio scorso, interrompe improvvisamente e inaspettatamente la cessione dei crediti e lo sconto in fattura e non risolve il problema dei crediti incagliati legati ai bonus edilizi. Secondo le stime del Governo, si tratta di 19 miliardi di euro, già maturati, che se non pagati mettono a rischio 90.000 cantieri di ristrutturazione delle case delle famiglie in corso in tutta Italia» esordisce la nota.
A detta dei firmatari, «la sottovalutazione di questo problema rischia di condannare il Paese a una brusca frenata e a un pericoloso crollo di fiducia. Una vera e propria bomba a orologeria che rischia di creare danni enormi per lavoratori, famiglie e imprese. Il blocco del mercato della cessione dei crediti fiscali», sottolineano le 12 sigle, «sta creando una vera e propria crisi sistemica nell'economia italiana: l'impossibilità di cedere sul mercato i bonus determina una carenza di liquidità nelle imprese della filiera delle costruzioni che le porterà, a brevissimo, al fallimento. I posti di lavoro a rischio sono decine di migliaia».
Nelle previsioni dei sottoscrittori della richiesta, gli effetti di tutto questo «si estenderanno a tutti i settori collegati, ma colpiranno anche le famiglie beneficiarie degli interventi, con il rischio di decine di migliaia di contenziosi con i soggetti realizzatori e con le Autorità preposte ai controlli».
Il pool di sigle propone quindi di guardare alle opportunità collegate «agli ambiziosi obiettivi europei sull'efficientamento energetico e sulla sostenibilità ambientale, che impongono stabili strumenti di sostegno pubblico di medio e lungo termine per intervenire sul nostro patrimonio edilizio, tra i più vetusti e ad alto consumo energetico del continente, esposto a elevatissimi rischi sismici e idrogeologici; e che per gli immobili energivori di famiglie a basso reddito, e dunque incapienti, risulterà necessario confermare strumenti quali la cessione del credito e lo sconto in fattura». (l.c.)
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