La Bocconi mette in guardia: pochi nati, crisi demografica

PESCARA . Nel 2017 la spesa del Servizio sanitario nazionale è aumentata dell’1,3%, attestandosi a 117,5 miliardi di euro su scala nazionale. Il dato emerge da “Rapporto Oasi 2018”realizzato dal...
PESCARA . Nel 2017 la spesa del Servizio sanitario nazionale è aumentata dell’1,3%, attestandosi a 117,5 miliardi di euro su scala nazionale. Il dato emerge da “Rapporto Oasi 2018”realizzato dal Cergas dell’Università Bocconi di Milano e presentato ieri a Pescara alla presenza dell’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì . Le relazioni sono state affidate a Patrizio Armeni, Valeria Rappini, e Giovanni Fattore per Cergas - Sda Bocconi. Alla tavola rotonda hanno partecipato Alberto Negri (Kpmg), Alfonso Mascitelli, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Angelo Muraglia, direttore del dipartimento regionale salute e welfare, e i quattro manager delle Asl abruzzesi: Roberto Fagnano (Teramo), Armando Mancini (Pescara), Giulietta Capocasa (Chieti, facente funzioni) e Simonetta Santini (L’Aquila, facente funzioni).
Sempre nel 2017, come rileva il rapporto, il sistema sanitario nazionale ha registrato un lieve disavanzo (282 milioni, pari allo 0,2% della spesa sanitaria pubblica corrente). «Si conferma dunque», si legge nel report, «il sostanziale equilibrio economico.finanziario del sistema sanitario nazionale raggiunto ormai da sei anni». Un dato interessante è quello relativo alla percentuale di spesa sanitaria in base al Pil, che nel 2016 vede l’Italia fermarsi all’8,9%, contro il 171% degli Usa, l’11,1% della Germania e il 9,8% della Gran Bretagna. In Italia la spesa pubblica copre circa il 74% del totale. «Tra il 2010 e il 2017», si legge ancora nel rapporto, «la percentuale di spesa sanitaria coperta da fonti pubbliche evidenzia una lieve ma costante contrazione, stimata in 2,4 punti percentuali». Sempre tra il 2010 e il 2017 la popolazione over 65 è cresciuta di 1,3 milioni di persone. «I dati», avverte lo studio Cergas-Sda Bocconi, «testimoniano il persistere di un’importante crisi demografica che mina le condizioni alla base del precario equilibrio dell’attuale sistema di welfare».
Una situazione destinata ad aggravarsi anche a causa della “frammentazione” del tessuto familiare e sociale «che rende più difficile, ma allo stesso tempo urgente, prendere in carico le situazioni di fragilità». (a.bag.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

