La Boldrini via streaming parla di tasse più sostenibili

L’AQUILA. Roma, Torino, L’Aquila e Palermo. Queste le città collegate ieri tra loro, in occasione dell’assemblea nazionale della Confesercenti, per parlare dei problemi di una categoria che, dati...
L’AQUILA. Roma, Torino, L’Aquila e Palermo. Queste le città collegate ieri tra loro, in occasione dell’assemblea nazionale della Confesercenti, per parlare dei problemi di una categoria che, dati alla mano, è ancora in forte sofferenza. A tenere le fila dell’assemblea “diffusa”, il giornalista e conduttore televisivo Nicola Porro. Un’assemblea, la prima sotto la guida di Patrizia De Luise, appena eletta presidente nazionale, cominciata con i saluti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha indicato, tra le priorità del Paese, «il rafforzamento della crescita, dell’occupazione e delle retribuzioni per sostenere la fiducia delle famiglie e la domanda interna». Poi la parola è passata alla presidente della Camera Laura Boldrini. Un grande plauso all’elezione di una donna al vertice di Confesercenti, per poi strappare applausi alla platea parlando delle tasse che «devono essere sostenibili, eque e progressive». Il tutto “condito” dall’invito a stoppare «le politiche di austerità e ad avviare un programma di investimenti pubblici e privati». Quindi, i dati su cui poter aprire il confronto con la neo presidente De Luise e con gli ospiti collegati dall’Aquila (il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e il sindaco Massimo Cialente), Torino (il presidente della Regione Sergio Chiamparino) e Palermo (il sindaco Leoluca Orlando). Ben 47 miliardi di spesa in meno tra il 2007 e il 2106, 267mila piccole imprese chiuse nell’ultimo quinquennio: questi i dati significativi della crisi che ha colpito i commercianti italiani, snocciolati da Porro, sui quali si è soffermata a lungo la De Luise. «Si sono persi 47 miliardi di consumi in dieci anni, una enormità. Contrazione» ha detto la presidente, «che ha portato alla chiusura 267mila piccole imprese del commercio, uccise dalla grande distribuzione. Ben 122 al giorno». Per invertire la rotta Confesercenti ha proposto al governo «un patto per i salari che permetta di applicare ai futuri incrementi retributivi contrattuali la detassazione attualmente riconosciuta ai premi di produttività. Si recupererebbero così 10 miliardi di reddito disponibile. Siamo spesso additati come evasori, ma non è così. Cosa certa è che non possiamo essere spremuti. Non possiamo avere una tassazione al 65%».
«Abbattere il carico fiscale sulle imprese, che costa immensamente meno rispetto al taglio del carico Irpef», è la ricetta del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che ha dettato le sue priorità in vista della prossima legge di Bilancio. Il ministro si è detto d’accordo con la proposta di Confesercenti per «detassare la produttività sul lavoro». Interventi piuttosto lunghi che hanno lasciato poco spazio agli ospiti delle tre città collegate. A chiudere l’incontro, dopo gli interventi di Chiamparino e Orlando, sono stati proprio gli aquilani Lolli e Cialente in un auditorium pieno di operatori del settore. «In questo ultimo anno la situazione si è aggravata», ha detto Lolli, «per gli effetti dirompenti, su economia e turismo, provocati dai terremoti del Centro Italia». Per Lolli va rivisto e potenziato «l’accesso al credito attraverso Confidi». Quindi la questione delle regole per le imprese che operano nel commercio,«aziende aggredite dalla grande distribuzione e dalla concorrenza sleale. Motivo per il quale in Regione abbiamo deciso di mantenere e rafforzare la moratoria per la grande distribuzione». Poi il turismo. «Abbiamo introdotto la misura del fascicolo del fabbricato, dando risorse agli operatori che certificano la resistenza sismica dei locali».
A chiudere l’iniziativa, il sindaco “del terremoto” Massimo Cialente che, rispondendo a una domanda sulle iniziative in itinere per rivitalizzare il commercio, ha prima elencato i problemi finora affrontati, per poi parlare del programma “Fare centro” e della necessità di riportare le botteghe di qualità nel cuore della città. «Il nostro centro storico, che dovrà essere pedonalizzato, sarà tra i più belli e sicuri d’Europa. Ma è necessario un patto coi proprietari per calmierare i fitti, oggi esorbitanti».
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