La Brigata Acqui e l’omaggio agli abruzzesi

Nel capitolo “Il Duca D’Aosta tra i soldati d’Abruzzo”, il Corriere Abruzzese in un resoconto del 1917 esalta il ruolo che ebbero i soldati abruzzesi durante il primo conflitto mondiale. «Nei giorni...
Nel capitolo “Il Duca D’Aosta tra i soldati d’Abruzzo”, il Corriere Abruzzese in un resoconto del 1917 esalta il ruolo che ebbero i soldati abruzzesi durante il primo conflitto mondiale.
«Nei giorni scorsi Sua Altezza Reale il Duca d’Aosta (foto), illustre condottiero della gloriosa Armata operante sull’Altipiano Carsico, passava in rivista il 17º e 18º Reggimento fanteria della gloriosa Brigata Acqui. La terra d’Abruzzo può ben dire di aver meritato della gratitudine della Patria, perchè basta citare il nome di questa vecchia brigata per far ricordare le più belle e gloriose pagine della nostra guerra. E i figli dell’Abruzzo sono in gran maggioranza nel 17º e 18º fanteria (...). Alle 11 precise giunse il Duca, al quale le truppe presentarono le armi, mentre la musica suonava la Marcia Reale. Sotto la neve, a piedi, il Principe Emanuele Filiberto di Savoia percorse la fronte dei due reggimenti e li passò in rivista. Quindi le truppe si ammassarono e formarono un quadrato attorno a Sua Altezza Reale, il quale con voce forte e ferma parlò ai soldati della Brigata Acqui: «Foste voi, ufficiali e soldati dell’eroica Brigata Acqui, che intrativi per la prima volta col nemico sull’Isonzo, lo respingeste sulla via opposta; foste voi che lo sbaragliaste a Vermegliano, che gli strappaste le forti trincee di Selz e le manteneste saldamente, malgrado i violenti ritorni offensivi dell’avversario. E quando le vicende della guerra vi portarono su l’altro settore, voi, col vostro coraggio, con la vostra fede, arginaste l’invasione nemica sul suolo della Patria, e respingeste vittoriosamente l’austriaco (...)».

