La Caritas raccoglie cibo per i poveri

9 Ottobre 2016

Parrocchia di Sant’Antonio e volontari si mobilitano, appello ai cittadini: servono tonno e soldi

MONTESILVANO. Le inventano tutte don Antonio del Casale e Luciano Di Francesco, rispettivamente presidente e referente del centro Caritas della parrocchia di Sant’Antonio: per sensibilizzare i parrocchiani alla raccolta di generi di prima necessità da destinare ai più bisognosi hanno lanciato la «domenica della carità». Ogni seconda domenica del mese la giornata di raccolta dei beni è gestita dai gruppi e dalle realtà presenti in parrocchia. Frutto di queste domeniche sono: soldi, alimenti, vestiario, prodotti per l’igiene e quant’altro i volontari riescono a raccogliere per far fronte alle tante situazioni di povertà ed emarginazione sociale presenti in città. Nella raccolta prevista per questa domenica c’è, ad esempio, maggior bisogno di tonno e olio oltre naturalmente di soldi per pagare le bollette, comprare medicine ma come sempre, ricordano gli organizzatori, ognuno è libero di donare quello che desidera e quello che può. Tutto questo è messo nero su bianco su di un volantino che viene inviato via mail a tantissimi parrocchiani e benefattori oltre ad essere affisso nelle porte della chiesa. Il volantino presenta ogni mese il rendiconto di quanto è stato precedentemente raccolto e di quanto è stato poi donato. Oltre alla mobilitazione della seconda domenica del mese, vi sono poi altri momenti di raccolta fondi quali la cassetta per le «opere di carità della parrocchia» e il «cesto per gli alimenti» posti in fondo alla chiesa, oppure l’iniziativa da chi è nella gioia e aggiunge un posto a tavola per chi non ha né tavola né gioia o ancora da chi è nel dolore per la scomparsa di una persona cara e devolve alla Caritas la cassetta «non fiori ma opere di bene».

Come spiegato dai volontari Caritas, nei locali di corso Umberto 15, «vestiamo ogni mese dalle 400 alle 500 persone non fermandoci al locale. Ci sono uomini e donne con i nostri cappotti in Ucraina, Romania, Uzbekistan o neonati con i nostri corredini in Marocco, Albania, Tunisia. La solidarietà a tutto campo non trova confini. Diamo aiuto in denaro per il pagamento delle bollette, delle medicine, per il rinnovo dei documenti non fermandoci nemmeno di fronte ai piccoli aiuti di 5 o 10 euro per una ricarica telefonica o per un buongiorno con un caffè».

Tutto questo grazie alla solidarietà di molti e grazie al lavoro di tanti volontari. (o.b.)

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