La Cgil: «Sì alla fusione tra società dei rifiuti Ma servono garanzie»

Città Sant’Angelo, appello del sindacato alle tre imprese «Subito un confronto sui diritti acquisiti di tutti i lavoratori»
CITTÀ SANT’ANGELO. «Si apra il confronto con le organizzazioni sindacali, poiché in questa fase è fondamentale il mantenimento dei diritti acquisiti dai lavoratori, la possibilità di una loro crescita professionale, nonché un prossimo incremento occupazionale». È l’appello lanciato da Massimo Di Giovanni, del settore Igiene ambientale e sociale della Funzione pubblica della Cgil, in merito all’operazione in corso per la fusione delle tre società dei rifiuti, Ambiente, Attiva e Linda.
Il sindacato valuta positivamente il progetto che dovrebbe portare «benefici dal punto di vista dell’efficientamento e qualità del servizio», sostiene Di Giovanni, «come pure vantaggi per la collettività, dal punto di vista della riduzione della Tari». Ma a questo punto, afferma, è importante un dialogo con i sindacati, «se è vero che la nuova società partecipata, al momento da 28 Comuni, ma che potranno aumentare ulteriormente, punta all’implementazione dei servizi». «Per questo», sostiene il sindacalista di Fp Cgil, «è fondamentale che si individui, quanto prima, uno strumento in grado di tutelare tutti i lavoratori in forze con imprese private che attualmente gestiscono la raccolta dei rifiuti in molti Comuni della provincia di Pescara. Poiché dovrà essere garantita loro, in virtù di una eventuale e possibile partecipazione e conseguente aggiudicazione-subentro da parte del nuovo soggetto partecipato, non privato ma appunto in house, la continuità lavorativa».
Da qui la richiesta indiretta ai vertici delle tre società di igiene urbana che partecipano al progetto di fusione. «È importante, a questo fine», sottolinea Di Giovanni, «che si avvii per tempo, un corretto, proficuo e costruttivo confronto sindacale su tali tematiche e dinamiche. Ed è condizione essenziale per la buona riuscita dell’operazione, che ormai sembra avere gambe proprie per camminare e realizzarsi, la conoscenza e condivisione del progetto-piano industriale».
«Progetto-piano industriale», aggiunge il sindacalista della Funzione pubblica della Cgil, «che potrà essere necessariamente ambizioso, ma dentro un alveo di corrette e proficue relazioni industriali che portino, sia all’ efficientamento del servizio essenziale di raccolta da erogare, sia all’avvio e potenziamento dell’impiantistica pubblica, che alla razionalizzazione ed abbattimento dei costi per la cittadinanza».
«Tali obiettivi», avverte, «saranno tanto più realizzabili, quanto più saranno garantiti sia gli investimenti, sia l’attuale continuità occupazionale e quella futura: il suo possibile incremento, i diritti acquisiti, le prerogative sindacali, nonché la crescita professionale dei lavoratori».
Secondo Di Giovanni, l’implementazione dei servizi della nuova super società in procinto di nascere potrà avvenire sia sul versante del potenziamento dell’impiantistica pubblica, con il completamento della filiera del riciclo sostenibile dei rifiuti, sia sul versante dell’attività di raccolta dei rifiuti.
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