La ciclovia Adriatica tra le più gettonate

Le piste fanno da traino alla ripresa del turismo: sempre di più chi sceglie di fare le vacanze pedalando
L’AQUILA. Il cicloturismo protagonista della prossima stagione estiva. Nel 2019 sono stati 20,5 milioni i pernottamenti di cicloturisti italiani, che saliranno a 25,9 milioni di presenze entro il 2020, con un aumento del 26%. Tra le ciclovie più gettonate c'è quella Adriatica, scelta del 29% degli utenti. I dati emergono dal secondo rapporto sul Cicloturismo in Italia, realizzato da Isnart-Unioncamere e da Legambiente.
RIPRESA DEL TURISMO. «Il cicloturismo può essere una componente importante per sostenere la ripresa del turismo e per fruire delle bellezze dei territori italiani all’insegna dell’ambiente e della sostenibilità, in quanto esprime i caratteri distintivi della Low Touch Economy - sicurezza, salute, distanziamento, corto raggio - ed è un candidato d’eccellenza alle esigenze di "nuova normalità" per il superamento dell’emergenza coronavirus», spiega il report di Uniocamere. «Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale di chi sceglie di trascorrere le vacanze pedalando e il prossimo estivo potrebbe registrare un ulteriore aumento dei cicloamatori, raggiungendo quota 2,7 milioni». «Un potenziale enorme, quello della mobilità in bicicletta, che avrà un ruolo fondamentale nell’immediato futuro e che può avere un effetto volano sul settore ciclo-viaggi», spiega la ricerca, «l’utilizzo della bicicletta, che consente di risparmiare l’emissione di 1,5 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, rappresenta una risposta ideale al bisogno di rigenerarsi dopo una fase di disagio: garantisce, inoltre, un naturale distanziamento fisico, adattabilità e versatilità in contesti di qualsiasi tipo ed è particolarmente adatto ad un turismo di prossimità».
TUTTI IN BICI. I numeri evidenziati nel rapporto restituiscono l’immagine di un fenomeno uscito ampiamente dalla condizione di nicchia e che determina un impatto economico rilevante, e con enormi potenzialità di crescita. In Italia nel 2019 sono state vendute 1,7 milioni di biciclette, tre al minuto, e quasi 2 milioni di italiani la usano come mezzo di trasporto quotidiano. Nel 2019, il cicloturismo ha generato quasi 55 milioni di pernottamenti, tra turisti italiani e stranieri, che corrispondono al 6,1% del totale, generando una spesa complessiva di 4,7 miliardi di euro. La spesa media giornaliera pro capite del cicloturista si attesta intorno ai 75 euro. «Per la prossima estate», sottolinea il rapporto di Unioncamere, «in previsione di una probabile riduzione del turismo transfrontaliero, l’attenzione si concentrerà sullo sviluppo e sulle modalità della componente italiana di cicloturisti».
LE CICLOVIE. Questa la classifica delle ciclovie più gettonate: la Trieste, Lignano Sabbiadoro e Venezia viene scelta dal 43% dei cicloamatori. A pari merito troviamo la ciclovia del Garda. Ferme al 29% delle preferenze, la ciclovia Adriatica (29%), Tirrenica (Liguria-Toscana-Lazio) e quella dell’Acquedotto Pugliese. Il Rapporto Isnart- Unioncamere, integrato con i dati della prossima estate, verrà presentato il 25 settembre, dalla Camera di Commercio di Chieti Pescara, a Vasto, anello importante della suggestiva ciclovia “Bike to Coast”, grazie alla quale l’Abruzzo si è aggiudicato l’oscar italiano del cicloturismo 2020. «Nell’attuale situazione di crisi determinata dall’emergenza Covid-19 occorre ricercare anche prospettive di opportunità», dichiara Roberto Di Vincenzo, presidente di Isnart, «e lo sviluppo del cicloturismo è sicuramente tra queste. È, quindi, importante introdurre incentivi alla smart mobility e agli acquisti di mezzi di mobilità alternativa che tanto più saranno diffusi anche in modalità cittadina, tanto più estenderanno il loro impatto positivo su un segmento del comparto turistico ad alto potenziale di sviluppo, di grande interesse per i flussi internazionali e altamente qualificante per l'Italia e l'Abruzzo sotto il profilo dell’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità».
LOW TOUCH ECONOMY. «Le cifre del rapporto», sottolinea Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, «dimostrano ancora una volta, come il cicloturismo possa rappresentare una risposta utile alla crisi che stiamo attraversando, sia dal punto di vista sanitario, per le distanze e l'attività motoria che prevede, che da quello ambientale, per dare risposte alla crisi climatica. È utile all'economia, vista la quantità di risorse che movimenta, e per fare rete sui territori: niente meglio di un percorso cicloturistico connette attrattori e operatori favorendo una fruttuosa sinergia all'insegna del benessere e della natura». (m.p.)
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