La Cisl: troppe incertezze sul rilancio Ico
Alanno, il sindacato chiede l’intervento della Regione: serve una svolta per ridurre gli esuberi
ALANNO. Interviene la segreteria regionale della Fistel Cisl sulla situazione di incertezza occupazione, definita preoccupante, nello stabilimento Ico di Alanno. Il sindacato chiede certezze e si appella al rispetto dell’applicazione del piano industriale condiviso con la stessa Ico nel settembre 2013 al ministero dello Sviluppo economico e condiviso dalle parti interessate. La Ico subentrò alla Kimberly Clark che decise di chiudere per dirigere le produzioni su altri siti nazionali ed internazionali. «Pur con tutti i limiti che abbiamo sottolineato in diverse occasioni», dice il sindacato, «quel piano mitigava l’impatto del taglio occupazionale che si andava a determinare nel corso del tempo, ricollocava alcuni esuberi in altri stabilimenti del gruppo Ico e contestualmente riconvertiva il sito produttivo di Alanno. Oggi come organizzazione sindacale non riusciamo a percepire quale sia la strategia aziendale in alternativa a quel piano industriale, auspichiamo che tutto ciò che si metterà in campo sia propedeutico in primis alla salvaguardia dei posti di lavoro». Il sindacato sprona la Ico a cercare canali risolutivi anche drastici come la cessione del ramo produttivo Tissue a un altro gruppo, ritenendola una soluzione in grado di ridurre gli esuberi. La situazione è di incertezza ed è necessario fare chiarezza per capire la vera portata del fenomeno. «Riteniamo importante il ruolo delle istituzioni», dice la Fistel Cisl, «e in particolar modo della Regione Abruzzo che con il suo vice presidente Giovanni Lolli può dare un contributo fondamentale alla ricerca di una soluzione soddisfacente per tutti». La Fistel Cisl auspica una linea di azione comune fra le diverse organizzazioni sindacali, scongiurando «fughe in avanti o schegge impazzite che operano solo in funzione di interessi personali e non collettivi».
Walter Teti

