La città aspetta i suoi tre angeli Ma il rientro delle salme slitta

8 Febbraio 2023

C’è ancora incertezza sulla data del funerale di Andrea Silvestrone e dei suoi due figli di 14 e 8 anni Tutto dipende dalla decisione del magistrato sull’autopsia. Resta stabile il sopravvissuto Diego

MONTESILVANO. C’è ancora incertezza sulla data dei funerali del campione di tennis paralimpico Andrea Silvestrone e dei suoi figli, Nicole e Brando, morti in un incidente stradale sulla A14 sabato mattina. Il rientro delle salme e l’allestimento della camera ardente, previsti in un primo momento per la giornata di ieri, infatti, sono slittati a data da destinarsi, in attesa della decisione del magistrato che oggi si esprimerà sulla necessità, o meno, di un’eventuale autopsia. Automaticamente è slittata anche la data dei funerali che potrebbero svolgersi già domani, in caso di ottenimento del nulla osta nella giornata di oggi, o nei giorni seguenti.
A celebrare la funzione religiosa sarà don Cristiano Marcucci nella chiesa Visitazione di Maria in via Caravaggio a Pescara e, in attesa dell’ultimo addio ai tre componenti della famiglia Silvestrone, il Comune di Montesilvano e la Regione si preparano per rendere omaggio al campione e ai suoi figli. Come anticipato dal sindaco Ottavio De Martinis, infatti, durante le esequie sarà presente il gonfalone dell’ente con annesso picchetto della polizia locale, così come il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, ha espresso la volontà di inviare in chiesa anche il gonfalone dell’ente regionale. Intanto a Montesilvano si continua a pregare e a sperare per Diego, l’unico figlio di Silvestrone sopravvissuto allo schianto in autostrada. Il bambino di 12 anni, ricoverato nel reparto di Rianimazione pediatrica dell’ospedale Salesi di Ancona, finora ha subìto due interventi, uno ortopedico al braccio e alla gamba e l’altro maxillo-facciale al volto. Seppure in leggero miglioramento, stando a quanto si apprende da persone vicine alla famiglia, le sue condizioni restano critiche e la prognosi è ancora riservata. Al suo fianco lo zio Paolo Carota, fratello di mamma Barbara, che sta affrontando la tragedia circondata dall’affetto di familiari e amici.
Distrutta dal dolore, in questi giorni drammatici, è anche Bruna D’Albenzio, l’allenatrice che era stata in grado di trasformare la grande determinazione di Silvestrone in una lunga serie di successi sportivi di livello internazionale. «La mia coach è riuscita ad allenarmi anche da paralizzato», ricordava il 49enne recentemente, «perché trovava le parole giuste per farmi reagire mentalmente e per non far mai spegnere quell’agonista che c’era dentro di me». Oggi che Andrea non c’è più, così come non ci sono più Nicole e Brando, che D’Albenzio ha allenato sin da bambini insieme a Diego, la campionessa europea di pickleball non trova ancora la forza per ricordare i momenti felici. «Per me questa perdita importante va realizzata, metabolizzata, accettata e così facendo ci sarà lo spazio dentro di me per far affiorare quei ricordi bellissimi passati assieme e accogliere quel sorriso che provocheranno senza soffocarli dal dolore», scrive. «Spesso con loro, quando eravamo in situazioni importanti, le parole venivano accantonate e ci scambiavamo silenziosi sguardi per trasferirci i nostri stati d'animo e pensieri».
Il pensiero della coach montesilvanese va anche al piccolo Diego, che sta provando a reagire in un letto di ospedale, e a mamma Barbara. «La sofferenza della loro perdita», prosegue, «percepire empaticamente la sofferenza e tragedia che sta devastando la loro madre, la speranza e la consapevolezza di quello che sta affrontando Diego e che dovrà affrontare, non mi permette ancora di ricordarli come vorrei e come vorrebbero».
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