La città cambia con lavori per 5 milioni

Il degrado delle periferie, il Comune presenta otto progetti per avere fondi statali. La corsa è con Napoli, Roma e Palermo
MONTESILVANO. Otto progetti da oltre 5 milioni di euro per cambiare faccia a Montesilvano entro la fine del 2017. Il Comune senza più fondi bussa alle porte dello Stato. Ma, per mettere le mani sui finanziamenti, è necessario battere la concorrenza delle periferie più degradate d’Italia, Napoli, Roma e Palermo. L’amministrazione Maragno ha approvato un piano «per la riqualificazione infrastrutturale, culturale e sociale di aree degradate». Il Masterplan, curato dal dirigente all’Urbanistica Valeriano Mergiotti, dopo il primo visto della Regione Abruzzo, spera in un sì di Roma.
Città in ritardo. Il documento fotografa le necessità: «Negli ultimi 50 anni, la popolazione è passata da 10 mila a oltre 50 mila residenti, ma l’offerta di servizi pubblici e la dotazione infrastrutturale non ha tenuto il passo di questa crescita. L’amministrazione è in continua emergenza rispetto ai nuovi fenomeni di degrado sociale, urbanistico e ambientale dovuti a una crescita troppo rapida, spesso disordinata e frammentaria».
Ex Fea. Tra i progetti c’è la riqualificazione dell’ex Fea, in via Michetti, con 400 mila euro: «Un tempo terminale urbano e fiore all’occhiello della ferrovia Penne-Pescara, dismessa, è un’estesa area di proprietà comunale adiacente la ferrovia, che versa in evidente stato di degrado e abbandono», dice il piano. Il progetto è farne un «centro di aggregazione giovanile e incubazione per start-up innovative, una “piazza” di scambio e confronto tra esperti e talenti».
Via Chiarini. Poi, c’è l’ex guardiania cimiteriale in via Chiarini, «immobile abbandonato di proprietà comunale»: con 600 mila euro, il Comune vorrebbe farne una casa famiglia per 12 minori e donne vittime di violenza. Su un terreno in via Chiarini, vicino alla scuola di legno incompiuta, il piano prevede «un centro diurno per immigrati e rom in età preadolescenziali» (330 mila euro).
Rilancio di Trisi. Previsti anche 400 mila euro di lavori al centro sportivo Trisi di via San Gottardo che, dice il Comune, «rappresenta l’unica struttura sportiva pubblica per il tennis. Attualmente, è sottoutilizzato e versa in condizioni di progressivo degrado»: previsti nuovi campi e un centro di medicina dello sport. Sempre, per lo sport è previsto anche un progetto privato-pubblico da 3 milioni di euro: l’obiettivo è costruire, entro il 2019, «un complesso sportivo-didattico con una piscina in via Verdi».
Pericoli via Vestina. Le altre proposte ruotano in torno alla pericolosità di via Vestina: «La strada è insicura per la mobilità ciclopedonale; le traverse a nord, a una quota più bassa, sono carenti di segnaletica, marciapiedi, illuminazione pubblica, raccolta delle acque meteoriche e sottoservizi». Il Comune vorrebbe realizzare nuove fermate del bus, pista ciclabile, rotatorie (550 mila euro) e avviare un progetto di 10 bici elettriche a noleggio (120 mila).
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