La città ricorda Emilio Alessandrini: pilastro della libertà

Il figlio ed ex sindaco: «Nessuna indulgenza per il terrorismo» In prima fila il presidente del tribunale e il procuratore Bellelli
PESCARA. «L’indulgenza verso il terrorismo è una distorsione della storia e della realtà». Così, ieri, l’ex sindaco Marco Alessandrini ha ricordato il padre, il magistrato Emilio Alessandrini, assassinato il 29 gennaio del 1979 da un commando terroristico di Prima Linea. Sono passati 43 anni da quell’agguato andato a segno a Milano, tra viale Umbria e via Muratori mentre l’auto del magistrato era ferma al semaforo sulla strada per il palazzo di giustizia: poco prima, Alessandrini aveva accompagnato il figlio a scuola a piedi. Quando è stato ucciso, il pm, nato a Penne, aveva soltanto 37 anni: pochi mesi prima di morire si era occupato anche dello scandalo finanziario del Banco Ambrosiano; il figlio Marco aveva 8 anni. Durante la cerimonia in piazza Unione, con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, il presidente del tribunale di Pescara Angelo Bozza e il procuratore Giuseppe Bellelli, Alessandrini ha voluto sottolineare che «sul fenomeno e sui protagonisti del terrorismo non si deve cadere nella tentazione di giustificare atti di violenza efferati da parte di chi aveva scelto di sottrarsi a ogni confronto democratico e civile». Il dolore della sua famiglia colpita nel più profondo degli affetti – il figlio del magistrato era affiancato durante la cerimonia dalla madre Paola – è diventato una ferita che accomuna chi ha a cuore la libertà e la democrazia.
Il vice sindaco Gianni Santilli, in rappresentanza del sindaco Carlo Masci, ha detto: «Commemorare Emilio Alessandrini non è solo ricordare ciò che ha fatto, ma soprattutto è alimentare ciò che ci ha trasmesso come eredità morale di impegno civile per una società più giusta e più democratica. Anche grazie al suo sacrificio, lo Stato sarebbe uscito vincitore dalla sfida sanguinosa degli anni di piombo. La nuova stagione di libertà la dobbiamo a Emilio Alessandrini e a uomini come lui». Hanno partecipato anche il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle associazioni patriottiche, combattentistiche e d’arma. Dopo l’Inno nazionale e il Silenzio, è stata deposta una corona d’alloro ai piedi del monumento dedicato alle vittime del terrorismo, benedetta da monsignor Francesco Santuccione.
Al teatro della chiesa Madonna del Rosario c’è stato un incontro dedicato ad Alessandrini, “Il compagno di classe che tutti avremmo desiderato”, condotto da Ennio Di Francesco: «Tutti dobbiamo dire grazie ad Alessandrini», le parole di Di Francesco, «i giovani raccolgano il messaggio e l’esempio di Emilio e dei tanti servitori dello Stato che hanno dato la vita per la libertà e la democrazia». (p.l.)

