La città accoglie i profughi Parte la gara di solidarietà

2 Marzo 2022

Il prefetto: «Situazione complessa, ma siamo pronti». E il Comune apre il Coc 

PESCARA. Da ieri, alla notizia dell’arrivo in città dei primi 16 profughi dalla Ucraina, fra cui 6 bambini, in città è tutta una mobilitazione. Molti hanno chiamato il Comune offrendo appartamenti e locali, altri la Caritas, le varie associazioni sul territorio e le parrocchie chiedendo come poter donare cibi, medicine, vestite sia ai profughi sia a coloro che sono rimasti in Ucraina. Al momento dell’accoglienza e della sistemazione di queste persone, così come stabilito in una riunione tecnica, tenutasi lunedì in prefettura, si stanno occupando l’amministrazione comunale e la Caritas. In campo anche la Asl per le verifiche sanitarie e le forze dell’ordine per identificazioni e accertamenti. «La situazione», spiega il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, «è in continuo divenire, aspettiamo di conoscere meglio l’ultimo decreto legge. Il momento è complesso e difficile, ma ci siamo comunque già organizzati con i Comuni, che ringrazio, con la Caritas, la Asl e le forze dell’ordine. Ieri c’è stata questa prima accoglienza. Alcune persone sono state accompagnate in albergo, altre hanno trovato sistemazione in maniera autonoma». Alcune di loro sono arrivate a Pescara, sapendo di poter contare qui su parenti e amici. Una famiglia ha già chiesto di poter andare a Montesilvano, dove vivono dei conoscenti.
Per coordinare al meglio i servizi di assistenza, ieri pomeriggio, nella sede della polizia municipale, in via Del Circuito, è stato aperto il Coc.
«Oramai», sottolinea l’assessore comunale alla Protezione civile Eugenia Seccia, «la macchina organizzativa è partita. Noi siamo pronti, anche se la situazione può cambiare di ora in ora. Non sappiamo, adesso come adesso, fornire un numero di quanti ucraini dovrebbero arrivare. Lunedì c’era stato segnalato, ad esempio, che sarebbero giunti due pullman, per un totale di 80 persone, nei fatti poi ne abbiamo accolte 16. Noi, comunque, ripeto, siamo pronti. Così come avvenuto ieri, la prima accoglienza avviene a palazzo Fuksas. Qui le persone che arrivano vengono sottoposte a tampone e se vogliono possono anche vaccinarsi. Subito dopo, le forze dell’ordine si occupano di identificarle e verificare se fra loro c’è qualcuno poco raccomandabile. Quindi vengono inviate alla Cittadella della carità per un pasto caldo e poi negli alberghi convenzionati con la protezione civile. Nella giornata di oggi (ieri ndr)», fa presente Seccia, «devo dire che sono arrivate tante chiamate di pescaresi che hanno offerto strutture per accoglierli». Richieste sono arrivate anche alla Caritas.
«Per le donazioni», fa presente il direttore Corrado De Dominicis, «sul sito della Caritas italiana ci sono tutte le indicazioni per farlo. Con queste donazioni, cerchiamo di aiutare le Caritas Polonia, Moldova e Romania che sono in prima fila nell’organizzazione dell’accoglienza e chiedono una mano per far fronte a tale emergenza. A livello locale, almeno per ora abbiamo tutto ciò che occorre». Per l’arcivescovo Tommaso Valentinetti, le persone stanno mostrando grande partecipazione: «C’è tanta solidarietà. Non c’è bisogno di fare appelli, perché la gente è consapevole e sa quello di cui c’è bisogno».