La città in preghiera Il vescovo: «Nessuno sia lasciato da solo»

8 Aprile 2023

Folla assiepata lungo corso Umberto illuminato dalle torce Valentinetti: «Vicini alle famiglie in difficoltà e ai migranti»

PESCARA. Non la processione di sempre, con i simboli portati a spalla dal centro alla cattedrale ma una Via Crucis nel cuore della città, da piazza Sacro Cuore a piazza Salotto, per riscoprire «fede, speranza e carità». Quest’anno per il Venerdì Santo è stata scelta una formula diversa, di raccoglimento e preghiera, che ha visto comunque la partecipazione di molti fedeli, ma anche curiosi, dopo le polemiche delle scorse settimane per la tradizione venuta a mancare. In migliaia hanno seguito la Croce, passata di mano in mano tra i rappresentanti di varie categorie, con le statue del Cristo Morto e della Madonna, e al termine una donna è caduta ed è stata soccorsa dalla Misericordia.
LE 14 STAZIONI Un percorso, illuminato dalle torce, con 14 stazioni, dalla condanna a morte di Gesù fino alla deposizione nel sepolcro. Oltre al Vangelo sono stati letti (da don Vincenzo Amadio) i commenti preparati dall’arcivescovo Tommaso Valentinetti, che ha guidato la Via Crucis, con le preghiere e i canti che hanno reso suggestivo il cammino, seguito anche dagli amministratori, dal sindaco Carlo Masci con il suo vice Gianni Santilli, agli assessori e consiglieri comunali, con il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e l’onorevole Guerino Testa.
«La vita è sacra, sempre»: questa la prima riflessione di Valentinetti di fronte alla condanna di Gesù, con la preghiera che «non ci siano più tribunali, giudici, corti marziali, che condannino a morte» e la speranza che ognuno abbia «la fede per portare la propria croce», che sia una guerra, una malattia, la solitudine dei vecchi abbandonati. «Nessuno vuol portare più la croce, né la propria né quella degli altri», ecco perché una preghiera è stata rivolta «per i volontari e i missionari». Il pensiero è andato alle «famiglie minacciate dalle difficoltà, alle donne in gravidanza e alle mamme», ma anche a «tutte le donne, in particolare a quelle che sono nel pianto» e poi ancora «a chi governa il mondo» nella speranza che «gli interessi personali non interferiscano nelle attività istituzionali e l’economia e la finanza non prevalgano sugli altri ambiti della vita sociale». Di fronte alle tante cadute, alle paure, alle fatiche di tutti i giorni e al male di vivere che attanaglia alcuni, chi c’era ha pregato affinché «nessuno sia lasciato solo e incapace di rialzarsi e ricominciare».
SOLDATI E MIGRANTI Una supplica anche per «far rialzare tutti quelli che sono attanagliati dalla paura», a partire da «soldati, sfruttati e migranti» e proprio pensando ai conflitti bellici la preghiera che si è levata ieri è che «il Signore raccolga i corpi nudi dei morti per la crudeltà, la guerra, la pandemia» e affinché «nessuno debba inchinarsi al potere del più forte». I chiodi usati per la crocifissione portano a riflettere sugli «strumenti di morte» che si costruiscono, «armi sempre più offensive, sempre più precise», mentre prosegue «la distruzione del creato, il denaro predomina e i poveri sono sempre più poveri». La richiesta corale è di avere la fede per «attraversare l’ora della croce», e riguarda in particolare «emarginati, persone sole, abbandonate e escluse, e chi è tentato di rinunciare a vivere».
oggi la veglia Oggi la veglia con Valentinetti alle 22.30 nella chiesa di Sant’Agostino a Marina di Città Sant’Angelo. Domani la messa in cattedrale alle 11.30 e a Penne alle 18.30.