La città piange Roberto Falone guida del teatro e amico delle star

È morto ieri all’età di 70 anni per un malore, viene ricordato anche come organizzatore di eventi Tanti i commenti di cordoglio. Masci: «Una grave perdita». Oggi, alle 17, i funerali al Cristo Re
PESCARA. E ora il sipario si apre in paradiso. Roberto Falone, direttore artistico del teatro Madonna del Rosario di via Cavour e anima storica delle spettacolari notti musicali ai Gesuiti, morto ieri a 70 anni a seguito di un malore improvviso, lascia dietro di sé una lunga scia d’amore. Era un «folle generoso» che amava la vita e la sua la donava agli altri, ogni giorno. Era felice così. La città sconvolta, incredula, piange l’uomo della solidarietà, che ha fatto risorgere un teatro, che ha modellato la sua personalità sulla base dei bisogni degli altri (con la spesa solidale di Natale e Pasqua ha aiutato centinaia di famiglie) senza mai chiedere nulla in cambio. Sabato mattina l’ultimo giro in bicicletta in via Monte Midia, zona di residenza. Chi lo ha visto accasciarsi a terra, ha allertato il 118. Il ricovero in ospedale: ieri pomeriggio il suo cuore grande si è fermato.
Lascia, distrutti dal dolore, la moglie Denise Ciofani, originaria di Avezzano, i figli Alessio e Roberta, la nuora Samuela. Sui social è un fluire inarrestabile di testimonianze d’affetto, era conosciutissimo in città per le sue opere di bene e la sua passione per il teatro.
I funerali di Falone si terranno oggi alle 17 nel parco della parrocchia Cristo Re dei Gesuiti, ai Colli, teatro di tante edizioni di “Simpaticamente cantando”, la kermesse canora suo cavallo di battaglia, che ha portato sul palco tanti personaggi della politica, giornalisti, esponenti del mondo culturale e sociale. La messa sarà officiata da padre Rosario Meli. «Papà era un grande aggregatore di persone», ricorda il figlio Alessio in lacrime, «sempre attento agli ultimi, questo è l’insegnamento che ci ha lasciato. Lui ha seminato solo bene. Simpaticamente cantando è stata una operazione geniale. Della morte diceva: prima o poi tutti “chiudem l’ucchie”, ma voleva vivere».
Circa cinque anni fa, Falone, instancabile organizzatore di eventi, accetta l’invito di don Rodolfo Soccio, attuale parroco di San Gabriele ma all’epoca di via Cavour, di far rinascere il vecchio teatro abbandonato. «Ci lascia un grandissimo vuoto. Dopo aver fatto tanto per i Gesuiti», ricorda don Rodolfo, «gli chiesi di aiutarmi per il Rosario. Credevo nelle sue capacità e nella sua bravura e lui accettò la sfida». Da quel momento, col placet dell’arcivescovo Tommaso Valentinetti, è stato un susseguirsi di spettacoli di compagnie teatrali, soprattutto dialettali e un via vai di vip: Pippo Baudo, Lino Guanciale, Grazia Scuccimarra, Martufello, Federico Perrotta, Germano D’Aurelio. Da ’Nduccio parte la proposta di «intitolare il teatro del Rosario a Falone, un cristiano vero che amava il teatro e l’impegno sociale. Ci siamo conosciuti in Telecom nel 1977», rammenta D’Aurelio con la voce rotta, «per 44 anni abbiamo organizzato di tutto. Era pieno di idee e progetti, un folle generoso. Grazie a lui il Rosario, da struttura cadente, è diventato il salotto culturale della città. Ora canterà con Pasquale Pacilio».
L’altro amico di una vita, Massimo “Mimmo” Di Marco, rivela che «il suo amore per gli ultimi nasce negli anni ’80 dopo viaggi in Albania e India con don padre Pino Piva e padre Lizza. Insieme portavano carrettate di viveri e vestiario. Aveva un caratteraccio e cuore grande». Il ricordo del sindaco Carlo Masci: «Era una persona piena di entusiasmo, sempre in prima linea per aiutare chi aveva bisogno, per organizzare manifestazioni culturali, per segnalare i problemi della città, con educazione e garbo. Pescara perde un cittadino esemplare, adesso già sarà in cielo a organizzare qualche iniziativa».

