La città piange Stefano Di Blasio in Consiglio comunale per 36 anni

Sindaco dal 1980 al 1982, è stato ininterrottamente consigliere e assessore dal 1970 al 2006 Funzionario in pensione della Camera di commercio, aveva 77 anni. Oggi alle 15 il funerale
MONTESILVANO. Un protagonista indiscusso della storia politica e amministrativa di Montesilvano. Come altro definire Stefano Di Blasio, ex amministratore della città adriatica, che ieri mattina si è spento all’età di 77 anni? Classe 1941, montesilvanese doc, padre, nonno, funzionario in pensione della Camera di commercio, Di Blasio è stato soprattutto amministratore di Montesilvano, quella città che amava profondamente. Sindaco dal 1980 al 1982 – si dimise lasciando il posto a Leo Fuschi -, con alle spalle già un’esperienza da commissario prefettizio nel 1977 in virtù del suo ruolo di consigliere anziano, il politico vanta soprattutto il primato di essere stato l’amministratore più “longevo” di Montesilvano: eletto per la prima volta nel 1970, Di Blasio è stato in Consiglio comunale ininterrottamente fino al 2006, quando l’inchiesta Ciclone interruppe bruscamente l’amministrazione Cantagallo. Per trentasei anni, dunque, Di Blasio, per cinque volte primo degli eletti in Consiglio comunale, ha profuso il suo impegno politico nelle file del centrosinistra – dalla Dc alla Margherita – lasciando un segno indelebile del suo lungo percorso.
Descritto come ironico, disponibile, gentile, sportivo (aveva un passato da lanciatore del peso, ma praticava anche il tennis e il podismo), Di Blasio è ricordato anche per i risultati sorprendenti ottenuti in ogni competizione elettorale. Per ben 5 volte, infatti, è risultato il primo degli eletti in Consiglio. Ma Di Blasio è stato anche vicesindaco e più volte assessore: ai lavori pubblici, allo sport, alla cultura, al commercio (settore in cui lavorava e che lo ha visto anche come segretario della Borsa Merci di Pescara) e promotore dell’Azienda autonoma di soggiorno e turismo.
È per questo che la notizia della sua scomparsa, avvenuta all’alba di ieri nell’ospedale di Chieti, ha lasciato i montesilvanesi addolorati e sbigottiti. Seppure Di Blasio da mesi avesse dei seri problemi al sistema circolatorio, che di recente avevano costretto i medici a un delicato intervento, nessuno si aspettava che la sua vita potesse interrompersi bruscamente a causa di un arresto cardiaco.
Ad assisterlo durante questi mesi e a piangerlo oggi sono la moglie Alma, il figlio assicuratore Pasquale e il secondogenito avvocato Gianluca che, con la nuora Francesca, gli avevano regalato la gioia di diventare nonno di Clizia e Stefano. Una famiglia unita che ha deciso di riportare la salma nella sua abitazione di via Settembrini, a pochi passi dal Comune, per consentire a parenti e amici di fargli visita prima del funerale, previsto oggi alle 15 nella chiesa di Sant’Antonio.
A ricordarlo con stima anche tanti personaggi politici attuali e del passato. A cominciare dall’ex sindaco Massimiliano Pavone che con lui ha condiviso la scena politica e la vita privata. «Ci siamo conosciuti nel 1975», ricorda, «e da allora abbiamo vissuto vicini in Comune, alternandoci come sindaco e assessore l’uno dell’altro. Ma è stato soprattutto un grande amico, sempre gioviale, che nell’ultimo periodo ha sofferto tanto e se n’è andato troppo presto». Di Blasio lascia ricordi indelebili anche nella mente di un altro ex primo cittadino, Renzo Gallerati. «Lui e Pavone mi tennero a battesimo, avvicinandomi per primi alla politica e insegnandomi tutto», racconta. «Ma di lui ricordo anche la passione che insieme condividevamo per Totò, potevamo parlare per decine di minuti solo utilizzando le battute dei suoi film e avevamo in mente di fondare un circolo a lui dedicato, presieduto da Stefano. Purtroppo, non abbiamo fatto in tempo».
A esprimere il suo cordoglio anche il sindaco Francesco Maragno. «Di Blasio è stato uno dei principali attori della politica attiva cittadina per quasi 40 anni. Un uomo che ha contributo allo sviluppo e alla crescita di Montesilvano, è stato un esempio integerrimo di politico che ha messo se stesso al servizio del bene comune».
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