La città piena di buche I residenti protestano: «Pericoloso camminare»

29 Novembre 2021

La rabbia dei cittadini: «Costretti a guardare a terra per non cadere» Situazione critica in centro, nella zona dei Colli e anche a Porta Nuova

PESCARA. Dal centro a Porta Nuova, fino ai Colli, non c’è strada della città che non abbia una buca, un avvallamento o un rigonfiamento dell’asfalto, anche lungo i marciapiedi. Le piogge dei giorni scorsi hanno contribuito ad allargare i crateri, con le radici degli alberi che emergono in superficie e che peggiorano una situazione già critica.
Dal Comune, l’assessore alle Manutenzioni, Adelchi Sulpizio, che chiede «pazienza» ai pescaresi, ricorda che c’è un piano operativo da 500mila euro per la riqualificazione di 364 chilometri di strade e marciapiedi cittadini. I lavori proseguono, lentamente. E, intanto, lungo le vie dissestate serpeggia il malumore dei cittadini. «Siamo costretti a camminare guardando per terra per non cadere nei fossi», attacca Rosanna Vascellini, 73 anni, a passeggio con Maria Di Fonzo nella zona dello stadio, «a causa delle buche sono caduta tre volte, negli ultimi tempi, in zone diverse, San Silvestro cimitero, via della Pineta e sul lungomare di Porta Nuova. Mi sono sfregiata viso e anca. Se accade di nuovo, denuncio il Comune». I marciapiedi di via D’Avalos, di fronte alla pineta, giorni fa, dopo le piogge, erano ricoperti di fango, pericolosamente scivolosi. Dice di «aver paura di cadere» Anna Cutilli, 90 anni, prof di Pedagogia in pensione al liceo Marconi, mentre attraversa in bicicletta una enorme bolla di asfalto all’angolo tra viale Kennedy e via Cadorna, «il Comune rifaccia le strade al più presto». Avanza «piano piano per non cadere» Paolo Benito Smeraldo, ex bancario, che si lascia guidare dal suo cane, Rocky, lungo viale Sabucchi, dissestata di fronte alla chiesa di Sant’Antonio. Buche, rattoppate alla meno peggio, si allargano davanti alla cattedrale di San Cetteo. La gioielliera di via D’Annunzio, Adele Rolando, sbotta: «Oltre alle buche sulle strade, segnaliamo gli escrementi dei piccioni che scivolano lungo le pareti esterne del teatro Michetti con gli schizzi che sporcano le vetrine del negozio. Ci sentiremmo abbandonati se non intervenisse il consigliere Cristian Orta ogni volta che chiamiamo il Comune». Due residenti della zona, Stefania e Rossana, si guardano intorno e commentano: «Le strade fanno schifo. Stanno pensando a fare quelle assurde corsie in viale Marconi e non sistemano le vie, sempre più impraticabili». In centro, Marzia, una ragazza pugliese, schiva il fosso davanti alla stazione ferroviaria, mentre corre per andare a prendere il treno. Lì vicino, davanti al dismesso mercatino etnico, nei giorni scorsi la ruota di un bus della Tua è affondata dentro un crepaccio che si è aperto sull’asfalto. Le crepe sono state, poi, rappezzate dal Comune. Maria Tilli e Martina Solinas, bariste del Max Cafè, tra via Pepe e via Marconi, segnalano una buca davanti all’esercizio commerciale: «I clienti si lamentano per la pericolosità oltre al caos dei cantieri che ci trasciniamo da due anni». Fiorenza C., casertana, studentessa alla D’Annunzio, indica una fossa sulla pista ciclabile rossa, all’angolo tra viale D’Annunzio e piazza Ovidio. Non sa che quella buca è lì da almeno tre anni. Altre criticità in via Di Sotto e zona cimitero, in viale Bovio, via Regina Elena, via Da Fiore, via Rigopiano, via Umbria, via Bardet, via Firenze, via Fabrizi e via Chieti.