La città recupera il suo tesoro artistico eredità dei Cascella

Conclusi i lavori a cura della fondazione Genti d’Abruzzo Tornano alla luce 600 capolavori realizzati da fine ’800
PESCARA. Basilio, Tommaso, Michele. E poi Andrea, Gioacchino, Pietro. In una sola parola: la famiglia Cascella che, attraverso cinque generazioni di artisti che hanno seguito percorsi ed esiti differenti, ha impresso un segno indelebile al mondo dell’arte italiana e internazionale, dando lustro a Pescara e all’intero Abruzzo. Da oggi i 600 capolavori realizzati dai Cascella da fine '800 a metà degli anni ’60 tornano alla luce nel museo che porta il nome del capostipite. Ci sono voluti dieci mesi di lavoro per consentire la riapertura del museo civico Basilio Cascella, uno scrigno d’arte che sorge in via Marconi 45. Per il suo valore e per la bellezza delle opere custodite, la struttura ha ricevuto l’apprezzamento del critico Vittorio Sgarbi ma, a causa di problemi strutturali e infiltrazioni d’acqua, era rimasta chiusa da settembre 2017. Due mesi dopo, a novembre 2017, il Comune che aveva acquisito l’edificio nel 1966 grazie all’opera dell’allora assessore all’Economato, Quieti, ne ha assegnato la gestione alla Fondazione Genti d'Abruzzo.
«Ci siamo trovati a far fronte a una situazione di grave disordine e incuria», spiega l'architetto Mariano Cipollini, che ha curato gratuitamente la riqualificazione e la rimodulazione del percorso espositivo, «abbiamo prima sanato la parte strutturale. Nel contempo è stato fatto un lavoro semantico e semiologico nella ricostruzione dell’antico laboratorio cromolitografico e ceramico e nella predisposizione delle sale tematiche dedicate ai singoli componenti della famiglia Cascella». La suddivisione in stanze consente allo spettatore di individuare il profilo di ogni singolo artista e di capire l’avanguardia alla quale si è dedicato. «Ci sono due sale dedicate a Michele», prosegue Cipollini, «una a Pietro, un’altra ad Andrea e ai suoi lavori americani, una stanza che racchiude mito, eros e simbolismo nelle opere di Basilio e le ceramiche, un piccolo gabinetto con i disegni e, infine, una sala celebrativa che contiene i lavori migliori di tutti e le opere di grande spessore artistico e culturale». È in quest’ultima sala che troviamo i lavori più noti: il quadro “Il bagno della pastora”, realizzato nel 1990 da Basilio con la moglie Concetta a fargli da modella, la scultura “Il Cavaliere nero” di Andrea Cascella, premiato nel 1964 alla Biennale di Venezia, il trittico pittorico sui paesaggi abruzzesi di Tommaso Cascella.
«Partendo dalla stessa bottega e dalla stessa radice artistica», conclude il curatore, «i Cascella sono riusciti ad abbracciare correnti artistiche e discipline differenti. E questo è un caso unico e raro». Oggi, per l’apertura, l’ingresso è gratuito dalle 10 alle 20. Il biglietto costerà 6 euro; 9 euro il biglietto unico per visitare anche il museo delle Genti. (y.g.)

