La commissaria: caos assurdo e i Comuni non versano le rette
PESCARA. «La scorsa settimana, io ero pronta a pagare almeno uno stipendio arretrato ma è arrivato il pignoramento del consorzio industriale Val Pescara per l’affitto non pagato della sede di Alanno...
PESCARA. «La scorsa settimana, io ero pronta a pagare almeno uno stipendio arretrato ma è arrivato il pignoramento del consorzio industriale Val Pescara per l’affitto non pagato della sede di Alanno e sono stata costretta a fermarmi. La situazione è assurda: ci sono 470 mila euro sui conti dell’azienda speciale ma non posso pagare i dipendenti a causa dei pignoramenti». Da 5 mesi, Cinzia De Santis è il commissario della comunità montana Maiella e Morrone, l’ente in liquidazione che detiene le quote dell’azienda speciale ormai in crisi con i 65 dipendenti non pagati da 9 mesi. De Santis, subentrata a Paolo Costanzi, lavora gratis per dirimere i nodi di un caso che diventa sempre più intricato. «La situazione è assurda e la mia rabbia nasce da meccanismi inceppati che non funzionano», dice.
Dall’11 marzo scorso, la politica annuncia di aver trovato il modo per risolvere il problema dei debiti accumulati – dalle tasse non versate, ai fornitori non pagati fino ai dipendenti lasciati senza stipendi per un totale di circa 3 milioni di euro – ma i lavoratori, ultime ruote del carro, restano senza sempre soldi. «Io sto con i dipendenti e loro lo sanno», afferma la commissaria, «e mi sto impegnando al massimo ma ci sono problemi pregressi di una cattiva gestione finanziaria». L’ultimo pignoramento per l’affitto non pagato della sede di Alanno sembra incredibile: «Ho chiesto agli amministratori dell’azienda speciale di lasciare quella sede che non è di proprietà e di trasferirla in un immobile di proprietà della comunità montana per evitare altre spese. Forse, non c’era bisogno di un genio per pensare una cosa del genere: si poteva decidere tanti mesi fa risparmiando soldi». Il risultato è che adesso, con il pignoramento, sono bloccati altri 63 mila euro per garantire i 46 mila euro di affitto non saldati.
De Santis parla chiaro ai dipendenti e, lunedì in un incontro, lo farà ancora: «Purtroppo, le somme sono bloccate e, ancora peggio, ci sono Comuni che usufruiscono dei servizi sociali per l’assistenza dei soggetti deboli ma non pagano le quote di competenza, in alcuni casi anche dal 2013. In questo modo, però, i Comuni scaricano sui dipendenti che non possono prendere i loro stipendi. Contro i Comuni morosi agirò con i decreti ingiuntivi per sollecitare il pagamento delle somme dovute». Ma i Comuni, con ogni probabilità, impugneranno i decreti ingiuntivi e si avvieranno i contenziosi che saranno scanditi dai tempi lenti della giustizia: «La situazione è grave». (p.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

