La Confcommercio: «Aperture serali tutti i fine settimana»

Ma la proposta di D’Ottaviantonio non piace a tutti «Prima devono chiudere i centri commerciali la domenica»
PESCARA. «Riproporre l’apertura serale dei negozi per ogni sabato di luglio e agosto per riportare gente in città e ridare slancio al commercio». È la proposta che, dopo la notte dei saldi di sabato scorso, lancia il presidente di Federmoda /Confcommercio, Enzo D’Ottaviantonio che ai colleghi commercianti propone di cavalcare l’onda del pienone registrato lo scorso fine settimana: «Abbiamo visto tanta gente a Pescara, a dimostrazione che lo shopping serale costituisce di per sé un attrazione turistica se supportato da un mimino di organizzazione e comunicazione. Per fare un primo bilancio delle vendite a saldo bisognerà aspettare almeno una settimana, ma al di là del fatto che la gente che è venuta alla notte dei saldi abbia comprato in questo o in quel negozio, è stato bello vedere la città viva e pulsante. A tal riguardo», rilancia D’Ottaviantonio, «invito i commercianti a rimanere aperti la sera anche in occasione della Notte bianca dell’Adriatico di sabato, quando comunque tanta gente passerà per le vie del centro commerciale naturale».
E ancora: «Anche in prospettiva, sarebbe opportuno riproporre l’apertura serale dei negozi per ogni sabato di luglio e agosto, come si conviene ad ogni città turistica, quando l’estate invoglia a uscire la sera e tanti turisti, anche in vacanza nei comuni limitrofi, avrebbero interesse a raggiungere Pescara per scoprire l’alta qualità dell’offerta commerciale. Sono sicuro che chi è venuto sabato in presenza di un calendario certo di aperture serali dello shopping non avrebbe esitazioni a ritornare. Una o due notti bianche possono portare un risultato più o meno buono da negozio a negozio ma comunque non strutturale, mentre un calendario di aperture serali consentirebbe davvero di misurare a fine stagione l’incremento dei fatturati di ognuno e l’opportunità di riproporre o anche incrementare le occasioni di shopping serale nel centro commerciale naturale. Mi auguro che questa sfida possa essere raccolta da tanti commercianti perché solo in presenza di una massiccia adesione tale proposta può avere le gambe per camminare».
«Non è la soluzione adatta», interviene Roberta Barone, contitolare dei negozi di abbigliamento “Antonella” e “Liu jo”, «per fare una cosa del genere bisogna riportare la gente in centro. Ma allora», incalza, «devono tenere chiusi i centri commerciali la domenica. Poi sì, sabato scorso è stato un successo, ma rispetto a cosa? Rispetto alla gente per strada è un conto, rispetto alle vendite effettive è un altro. Noi dalle 20 alle 22,30 siamo state a trastullarci, perché a quell’ora erano stracolmi ristoranti e gelaterie, ma gli altri negozi erano vuoti. E questo con uno sforzo notevole anche da parte del personale, che comunque era al lavoro dalla mattina, con una pausa a pranzo. La verità», va avanti la commerciante, «è che non siamo Riccione o Cattolica, dove i negozi aprono alle sei del pomeriggio. Qui non c’è la cultura del turista, che dopo il mare va in albergo si doccia e riesce a fare shopping. Qui da noi la sera si entra nei negozi più per curiosare, per passare il tempo che altro. Per questo non credo alle aperture serali».
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