La consulente arrestata si difende: «Non sono una mente criminale»

18 Marzo 2016

Oggi l’interrogatorio della mediatrice finanziaria accusata di aver truffato 142 imprenditori in crisi Il suo avvocato: è pronta a rispondere a tutte le domande e a spiegare i ruoli degli altri 6 indagati

PESCARA. Parlerà: «Non sarà il classico interrogatorio di garanzia che dura appena 20 secondi, il tempo necessario per avvalersi della facoltà di non rispondere». Si difenderà: «È stata dipinta come una mente criminale dallo spessore internazionale ma non è affatto così». Spiegherà: «Illustrerà i ruoli degli altri indagati e dirà chi ha preso i soldi e di chi». Simona Pestilli, la consulente finanziaria di 39 anni, finita al centro di un’inchiesta della finanza su presunti prestiti truffa a 142 imprenditori in crisi, si siederà oggi alle 10,30 davanti al gip Gianluca Sarandrea e racconterà la sua versione. Lo annuncia l’avvocato Gianluigi Tucci: «La mia assistita chiarirà».

Pestilli è accusata di aver promesso oltre 300 milioni di euro di prestiti fantasma a imprenditori indebitati con Equitalia, con le case pignorate e le porte della banche ormai chiuse: la consulente avrebbe ottenuto 330 mila euro di parcelle, ma i finanziamenti facili – attraverso banche inglesi inesistenti – non sono mai arrivati sui conti di imprenditori e artigiani, un agente immobiliare, un barista, un pizzaiolo. Una truffa che sarebbe riuscita grazie all’«immagine di alta professionalità» fornita dalla Pestilli. Insieme a lei, residente a Montesilvano, sono indagate per truffa altre 6 persone, tutte esperte di consulenze finanziarie: sarebbero state loro a consigliare alle vittime di incontrare la Pestilli per risolvere i loro problemi di soldi. «Un’articolata struttura di facciata», dice l’ordinanza di arresto, «che la faceva apparrire amministratore di una solida e affidabile struttura di intermediazione finanziaria verso strutture estere». E nell’interrogatorio Pestilli descriverà i compiti: «Pestilli risponderà sui ruoli», dice l’avvocato, «perché le responsabilità, se ci sono, non sono soltanto della mia cliente». Dichiarazioni che potrebbero orientare la fase successiva dell’indagine sui presunti complici in mano al nucleo di polizia tributaria della finanza, guidato dal tenente colonnello Michele Iadarola: i finanzieri, sotto l’egida del comandante provinciale Francesco Mora e coordinati dalla pm Barbara Del Bono, vogliono ricostruire la rete del passaparola che ha portato fino a Pescara imprenditori non soltanto dell’Abruzzo ma anche di Marche, Molise, Lazio, Campania, Toscana, Calabria, Puglia, Piemonte, Lombardia e Veneto.

La difesa della Pestilli chiederà la revoca dei domiciliari: «La mia assistita», spiega l’avvocato, «è rimasta sbalordita per la misura cautelare. A nostro parere, non ci sono le esigenze cautelari perché i reati contestati risalgono al massimo all’inizio del 2015». La procura aveva chiesto per Pestilli la custodia in carcere, ma il gip ha ritenuto la detenzione troppo pesante e ha scelto i domiciliari per il «concreto pericolo» di reiterazione del reato. «Ma all’inizio del 2015», ribatte l’avvocato, «la finanza ha sequestrato telefonini, computer e contratti. Da allora, la ditta è stata chiusa e non è stata più fatta alcuna attività: per questo, riteniamo che non ci sia alcuna possibilità di reiterazione del reato e gli arresti domiciliari ci sono sembrati eccessivi».

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