La corsa spezzata di Luca, Valerio, Fabio

L’anno scorso un episodio analogo a San Giovanni Teatino, tanti casi anche in altre regioni
PESCARA. Sono rari ma non infrequenti le morti di giovani e giovanissimi durante le attività sportive. Il caso più recente in Abruzzo il 17 luglio dello scorso anno quando al bocciodromo di San Giovanni Teatino Luca Orsini, 15 anni, si è accasciato durante una partita di calcio. Luca stava giocando a pallone con i suoi amichetti. Gli amici l’hanno visto non seguire più la palla e cadere a terra e hanno iniziato a chiamarlo – «Luca, Luca» – fin quando l’allarme non è arrivato al 118 e il ragazzo è stato trasportato all’ospedale di Chieti. Per due ore i medici hanno cercato di rianimare Luca che non ce l’ha fatta, stroncato da un malore a 15 anni e con il sogno infranto di diventare perito agrario, la scuola dove si era iscritto proprio due giorni prima.
Altri casi arrivano dalla cronaca nazionale.
A Fiumicino il 4 aprile scorso un ragazzo di 15 anni, Valerio Stella, difensore dello Sporting Città di Fiumicino, si è accasciato a terra quando era a metà campo, solo, mentre i suoi compagni erano già in prossimità della porta. Vinto da un improvviso dolore alle gambe e ai reni, Valerio è caduto a terra, inerme, sotto gli occhi della mamma che faceva il tifo per lui dagli spalti. Il ragazzo è morto mentre giocava la partita che avrebbe dovuto salutare l’inizio delle festività pasquali.
Il 5 agosto, a Sevegliano di Bagnaria Arsa in provincia di Udine è morto durante l’allenamento Fabio Zuccheri, 20 anni, giovane promessa dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Sevegliano Calcio che milita nel campionato di promozione. Il ragazzo è morto improvvisamente colto da infarto al primo giro di campo. Inutili i tentativi di rianimazione del personale medico del 118.
Il 22 luglio a Pordenone un ragazzo di 15 anni, Giacomo Palazzi, è morto mentre giocava a calcio con alcuni amici. Il ragazzo stava facendo una semplice partitella con gli amici nel campo sportivo del centro polifunzionale di via Ponte del Vado quando si è accasciato da solo ed è rimasto a terra. In un primo momento i compagni hanno pensato a uno scherzo ma, quando hanno visto che era privo di sensi, hanno tentato di rianimarlo e hanno chiamato il 118. Giacono, al contrario degli altri casi, era cardiopatico.
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