La cura con le staminali tra 5 anni anche a Pescara

Interventi all’ospedale se la ricerca ancora in corso darà esito positivo Terapie per ictus e malattie neurodegenerative. Le novità in un convegno
PESCARA. Curare l’ictus con le cellule staminali. Ma anche le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, il Parkinson e la sclerosi multipla. Tra cinque anni, tempi della ricerca permettendo, si potranno eseguire interventi di questo genere anche all’ospedale di Pescara. Grazie ad un metodo che permetterà di iniettare per via endovenosa o catetere (da valutare), direttamente nel cervello, cellule staminali della stessa persona o di persone differenti. L’obiettivo è, detto in termini molto semplici, rigenerare, ricostruire i neuroni e far ripartire il cervello.
In attesa che la ricerca sui ratti per l’uso delle staminali in generale, per curare le diverse patologie, prosegue da parte dei ricercatori della Stanford university school of medicine e di scienziati europei (molte sperimentazioni si stanno eseguendo in Germania, non esclusa l’ Italia), si potrebbe utilizzare un metodo similare con l’uso delle cellule mesenchimali autologhe, cioè prelevate dal midollo osseo della stessa persona.
Sono le novità emerse ieri nel corso del secondo congresso nazionale sulla stroke, svoltosi nell’aula magna dell’ospedale civile, a cui hanno partecipato esperti provenienti anche dall’ospedale Forlanini e dall’università di Tor Vergata, a Roma, Vibo Valentia e Perugia che hanno relazionato ad una platea di medici, infermieri e personale specializzato composta da circa 300 persone.
Il convegno è stato organizzato da Gabriele Lombardozzi, responsabile della Stroke unit (Unità di terapia neurovascolare) dell’ospedale civile, sorta nel 2008 per volontà del manager Asl Armando Mancini. In dieci anni l’équipe di Lombardozzi ha salvato la vita ad oltre 400 persone, grazie agli interventi di trombolisi sistemica e meccanica. Si tratta di una terapia altamente all’avanguardia che si somministra per endovena entro le quattro ore e mezza dall’insorgenza dell’ictus.
L’obiettivo del mondo scientifico è arrivare ad usare le staminali per curare l’ictus, patologia che è la terza causa di morte al mondo dopo quelle vascolari e le neoplasie e le malattie neurodegenerative. Sarebbe un passo avanti straordinario per l’umanità. Ma prima bisognerà superare anche questioni di natura etica.
Come si utilizzerebbero le cellule staminali autologhe?
«Le sperimentazioni si stanno facendo per via endovenosa», spiega Lombardozzi,«ma riteniamo migliore l’uso del catetere che, inserito dall’inguine, permetterà di arrivare direttamente all’emisfero interessato. Una volta inserite, le staminali si riprodurranno e nel cervello avverrà la rigenerazione dei neuroni, delle cellule in quiescenza».
E a quel punto il cervello potrà ripartire.
I relatori che hanno partecipato all’evento sono: Francesca Romana Pezzella, Domenico Consoli, Sabrina Anticoli, Giacomo Koch, Sabata Martino, Liborio Stuppia, Francesco Di Blasio, Alberto Albani, Leonardo Paloscia, Vincenzo D’Egidio, Daniela Monaco, Antonio Antico, Mario Lizza, Paolo Di Berardino, Maria Assunta Ceccagnoli. L’associazione Alliance Stroke unit Pescara, composta da pazienti e familiari, ha creato il sito internet www.alliancestrokeunitpescara.it (in fase di completamento) per rispondere a tutte le domande sull’ictus.
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