La De Cecco in lutto, addio a Maria Pia

20 Maggio 2015

Si è spenta la sorella del presidente, Filippo Antonio. Domani funerali nella chiesa del Sacro Cuore. L’azienda resterà chiusa

PESCARA. È morta lunedì all’ospedale civile di Pescara Maria Pia De Cecco, azionista del famoso e omonimo pastificio. Figlia di Adolfo Giulio e di Elide Cirillo, era la sorella di Filippo Antonio De Cecco, presidente dell’azienda di Fara San Martino, di Giuseppe Adolfo, presidente della Molino e pastificio De Cecco Pescara e Ortona, e di Annunziata, sposata Ronco e residente a Genova, pure lei azionista del grande gruppo pastario. Domani, giorno dei funerali, l’azienda sarà chiusa in segno di lutto.

Maria Pia lascia un figlio, Gianfilippo Di Felice, socio del pastificio e imprenditore nel settore dell’entertainment con la società Alhena. Maria Pia avrebbe compiuto 69 anni il prossimo 29 novembre, ed è l’unico dato pubblico che si ha di lei. Persona riservatissima, viveva a Pescara dopo una lunga permanenza a Roma. Nell’azienda farese si vedeva due o tre volte all’anno in occasione delle assemblee degli azionisti, ma erano anche le occasioni per qualche breve incontro con alcune e riservate persone del paese, che la ricordano semplicemente come una «persona squisita».

A Fara, in effetti, non aveva mai vissuto. Era nata a Pescara dove aveva compiuto gli studi superiori, e si dedicava ad opere di altruismo e beneficenza sulle quali, però, imponeva l’anonimato. «Donna solare, gioiosa, attenta ai rapporti con gli altri», dice una personalità di Fara, che preferisce anch’essa l’anonimato, «attenta alle situazioni ed alla comunità farese. Elargiva un bene concreto, ma sempre in maniera estremamente riservata e discreta».

I De Cecco non vivono più a Fara, che raggiungono però quotidianamente in elicottero da Pescara. Gli ultimi “faresi” veraci furono don Filippo, morto a 91 anni nel 2005, e soprattutto don Renato, persona pugnace e combattiva, che si rifugiò in montagna durante l’occupazione tedesca salvando pezzi del pastificio messo a ferro e fuoco dai militari. Le donne della famiglia hanno sempre avuto un ruolo di secondo piano nell’azienda, ma cruciale in altre occasioni, come Matilde, nubile, sorella di Giustino e donna di grande cultura, che proprio durante l'occupazione tedesca fece da interprete tra le autorità faresi ed il comando della Wehrmacht, mettendo a repentaglio la propria vita. Matilde era cugina di Adolfo Giulio, papà di Maria Pia, morto diversi anni fa e sepolto a Pescara con la moglie Elide. Accanto a loro sarà tumulato il corpo di Maria Pia, dopo la cerimonia funebre che si svolgerà domani mattina alle 10 nella Chiesa del Sacro Cuore a Pescara.

Il figlio Gianfilippo è sia socio del pastificio che imprenditore nel settore dell’entertainment con la società Alhena. Una società nota che lavora nel settore dei concerti, soprattutto a Pescara: quest’estate, la Alhena porterà in città cantanti del livello di Jovanotti e Anastacia. Nata da un’idea di un gruppo di imprenditori e costituita nel dicembre 2003, la Alhena è divenuta operativa nel 2004. Nel corso degli anni successivi, la società è stata interamente rilevata da Di Felice. È stato il momento di svolta per la Alhena e Di Felice ne è stato il protagonista indiscusso: laureato in Giurisprudenza, si è lanciato in un’attività in proprio. Una scommessa. Al magazine pescarese dedicato al mondo del divertimento e della cultura Intercity, Di Felice ha raccontato l’importanza di essere parte di una famiglia con l’imprenditorialità impressa nel dna: «Avevo alle spalle una importante realtà imprenditoriale di famiglia che mi ha aiutato nell’avvio di un’attività in proprio», ha detto durante l’intervista. Da quel momento, l’attività dell’Alhena non ha riguardato solo i concerti musicali, ma ha iniziato a riguardare anche importanti eventi istituzionali e sportivi come ad esempio le partite della nazionale italiana di calcio: per gli azzurri a Pescara, la Alhena ha seguito l’organizzazione all’interno dello stadio Adriatico.

Gino Melchiorre

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