La Di Salvatore in aula parla dei contrasti con l’assessore De Fanis

16 Febbraio 2018

PESCARA. «In occasione di uno spettacolo, collegato al Salone del Libro di Torino, che Dacia Maraini decise di tenere gratuitamente all’Aquila, con somme che erano già state impegnate, io ricordai...

PESCARA. «In occasione di uno spettacolo, collegato al Salone del Libro di Torino, che Dacia Maraini decise di tenere gratuitamente all’Aquila, con somme che erano già state impegnate, io ricordai all'assessore che bisognava tenere fede a un impegno etico e utilizzare una piccola parte delle risorse per pagare il service dello spettacolo, mentre De Fanis mi rispose che poteva disporre di quelle somme come voleva». Così Paola Di Salvatore, all'epoca dei fatti dirigente del servizio Politiche culturali della Regione Abruzzo, ieri pomeriggio in Tribunale a Pescara, nell'ambito del processo nato dall'inchiesta sulle presunte tangenti nel settore Cultura della Regione. La Di Salvatore, ascoltata come testimone della difesa, incalzata dal pm Anna Rita Mantini ha citato il caso dello spettacolo della Maraini a titolo di «esempio rispetto alla mancanza di coincidenza tra azione tecnica e azione politica», al tempo in cui lei era dirigente e De Fanis assessore del settore cultura, con la giunta Chiodi. «Un'assenza di coincidenza che si verifica quando l'organo politico chiede atti e provvedimenti che superano i limiti del diritto amministrativo o non tutelano l'interesse pubblico» ha detto Di Salvatore, che nel 2013, proprio quando era in carica De Fanis, in seguito alla soppressione del servizio che dirigeva, passò a un altro servizio - questa assenza di coincidenza operativa posso ricondurla alla persona di De Fanis. Ritenni di non segnalarla a nessuno» ha rimarcato la testimone «e di limitarmi a non adottare i provvedimenti che non ritenevo legittimi». Nell'udienza è stato ascoltato anche l'ex consigliere regionale Antonio Prospero, che ha riferito in merito alla consegna di un assegno da 10mila euro a De Fanis. «Lui mi ha chiesto un prestito» ha spiegato Prospero «e siccome siamo amicio gli ho prestato i soldi». A dare il via all'inchiesta, la denuncia dell'imprenditore dello spettacolo Andrea Mascitti, che si era rivolto alla Forestale. Ieri, in aula, Mascitti ha ricevuto l’appoggio di attivisti del M5s con il consigliere regionale Domenico Pettinari, il deputato Gianluca Vacca – «Vogliamo tutelare quelle persone che, in Italia, decidono di non piegarsi di fronte ad eventuali abusi» – e il consigliere comunale Massimiliano Di Pillo. Il processo riprenderà il 15 marzo, quando saranno ascoltati gli imputati.