«La dialisi perde 66 posti»

26 Novembre 2023

Il caso in provincia di Chieti al centro dello scontro in commissione regionale

L’AQUILA. È il caso della dialisi in provincia di Chieti il punto nevralgico da chiarire del nuovo piano di riordino dei 16 ospedali abruzzesi che il 12 dicembre, se non prima, sarà approvato in Consiglio regionale dalla maggioranza di centrodestra e diventerà legge. Forse non è l’incaglio principale ma è certamente il più significativo e anomalo di tutti. Nel territorio della Asl Lanciano Vasto Chieti, infatti, il piano di riordino prevede un drastico taglio delle postazioni ospedaliere per gli emodializzati che da 86 scenderanno ad appena 20, scomparendo di fatto da cinque ospedali su sei.
Accade solo nel Chietino e non nelle altre Asl della regione. I dializzati, in Abruzzo, sono circa mille. Ma non è un numero che rimane cristallizzato negli anni perché non solo chi è in attesa di trapianto oppure lo ha già fatto ha la necessità vitale di attaccarsi a un rene artificiale. Può accadere anche per le complicanze di molte altre patologie. La dialisi è un trattamento che diventa necessario quando i reni non riescono più a svolgere pienamente le loro funzioni e quindi è finalizzata all'eliminazione di scorie e liquidi in eccesso. Dei mille dializzati, 234 sono curati attualmente attraverso reni artificiali negli ospedali di Chieti (che ha 20 posti dedicati), Ortona (25), Vasto (15), Lanciano (12), Casoli (8) e Guardiagrele (6). Ma di queste 86 postazioni ne rimarranno meno di un quarto, solo le 20 presenti nell’hub di Chieti.
Le cure verrebbero decentrate sul territorio in strutture non meglio identificate negli atti che compongono il piano di riordino della rete ospedaliera. Ma il dializzato ha bisogno di terapie salvavita e di medici specialisti pronti ad accorrere in caso di necessità. In altre parole, è come se avessimo a che fare con un paziente ricoverato in un reparto di terapia sub intensiva.
La questione è esattamente i questi termini ed è esplosa in Commissione regionale Sanità come una bomba a orologeria all’inizio della scorsa settimana innescando un forte scontro politico tra la maggioranza di centrodestra e le opposizioni e che ha spinto quest’ultima a minacciare di chiamare i carabinieri. Nel frattempo però il caso Chieti ha varcato i confini dell’Abruzzo ed è finito sul tavolo dell’avvocato di Napoli Giuseppe Vanacore, presidente nazionale dell’Aned che raccogliere non meno di 50mila portatori di interesse. Vanacore ne farà una battaglia per i diritti negati da portare all’attenzione del ministro della Salute, Orazio Schillaci. E tutto questo dopo che, in Abruzzo, la segretaria regionale dell’Aned, Marina Stoppani, ascoltata nella Commissione presieduta dal consigliere di Fratelli d’Italia Leonardo D’Addazio, ha lanciato un chiaro allarme depositando agli atti un dossier. Mentre, a livello politico, il capogruppo dei Cinque Stelle, Francesco Taglieri, ha presentato emendamenti tecnici al testo di legge per ciascuno degli ospedali che subiranno tagli. Con la speranza che non finiscano sotto la lama della cosiddetta ghigliottina che il centrodestra ha applicato martedì scorso per la nuova legge urbanistica. Ma nel caso dei dializzati non potrà andare così: la malattia non ha tessera di partito. (l.c.)