La differenziata è troppo bassa, ora è a rischio la Bandiera Blu

Per conquistare il riconoscimento non bastano acque limpide: la separazione dei rifiuti sotto al 40% comporta l’esclusione della domanda. Ma il piano rifiuti per il 2023 potrebbe restituire il punteggio
MONTESILVANO. La percentuale di raccolta differenziata in città è troppo bassa e Montesilvano rischia di veder sfumare il sogno della Bandiera Blu. Tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi dall’amministrazione comunale e dalle associazioni coinvolte nel percorso di candidatura potrebbero risultare vani per via di un numero: 35,98. È questa, infatti, la percentuale di rifiuti che, nel corso del 2022, sono stati correttamente conferiti e avviati al riciclo, contro il 64,02% del pattume che è finito in discarica. Un valore troppo basso per i parametri imposti dalla Foundation for environmental education (Fee), l’organizzazione che assegna l’ambito vessillo ai Comuni meritevoli. Tra i 33 requisiti richiesti per l’ottenimento della Bandiera Blu, infatti, non tutto ruota intorno alla qualità delle acque, che nella città adriatica sono state sempre eccellenti, come certificato dai campionamenti dell’Arta. Tutti i criteri sono riferiti, in maniera più generica, alla gestione sostenibile del territorio e, alcuni di essi, riguardano proprio il ciclo dei rifiuti.
Come si legge nelle linee guida disponibili sul sito dedicato alla Bandiera Blu, nella sezione E relativa alla gestione dei rifiuti, le amministrazioni comunali devono allegare alla domanda anche il modulo contenente tutte le indicazioni annuali relative alla quantità dei rifiuti raccolti, alla tipologia e al luogo dove vengono riciclati o smaltiti: «L’invio di questo documento è obbligatorio, pena l’esclusione dalle successive fasi valutative». Ma il problema che potrebbe riguardare Montesilvano non è legato al mero invio della documentazione, piuttosto alla griglia di assegnazione del punteggio, che va da un minimo di zero a un massimo di 20 punti. L’attribuzione del punteggio, infatti, è prevista per range che partono dal 40% di raccolta differenziata. Per valori inferiori, la griglia recita: escluso. Il 35,98% registrato da Montesilvano nel 2022, dunque, sembrerebbe una condanna per la città che, a conti fatti, dovrebbe dire addio al sogno di veder sventolare la Bandiera Blu sulle sue spiagge nel 2023. A tenere viva la speranza, però, potrebbe essere la clausola successiva: «Nel caso in cui un Comune candidato non raggiunga la percentuale minima richiesta della raccolta differenziata per giustificati motivi, ma sia in possesso di documentazione comprovante la messa in atto di azioni correttive concrete, la Commissione può richiederne l’idoneità con dispensa, penalizzando il Comune con l’attribuzione del punteggio minimo». Riuscirà, dunque, Montesilvano a giustificare i motivi della sua percentuale e a convincere la commissione con le azioni messe in cantiere per diminuire i rifiuti indifferenziati? C’è da evidenziare che negli ultimi sei anni nella città adriatica sono stati compiuti passi da gigante in tal senso con l’introduzione del porta a porta in diversi quartieri della città (Montesilvano Colle, via Livenza, via Vestina e Pp1) che ha portato la percentuale dal 16 al 36% sull’intero territorio, con punte che superano il 60 nei quartieri coinvolti. Così come sono stati aperti due centri di raccolta, un centro per il riuso e sono state installate diverse isole ecologiche. Come annunciato nei giorni scorsi dal vicesindaco e assessore all’Igiene urbana Paolo Cilli, inoltre, nel corso del 2023 il porta a porta, che oggi coinvolge circa 7.500 utenti su 28mila, sarà ulteriormente implementato, così come saranno attivate nuove e più incisive campagne di comunicazione per sensibilizzare i residenti. Basteranno queste azioni per l’ottenimento della Bandiera Blu? Per conoscere il verdetto ufficiale bisognerà aspettare marzo.
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