La disperazione dei figli «È impossibile crederci»

Mirella è stata chiamata ad aprire la porta di casa per controllare i genitori «Perché me li hanno portati via così? Mamma, non ti ho potuto neppure salutare»
PESCARA. Non ci sono più. Se ne sono andati via per sempre. Insieme. Morti all’improvviso in casa. Ma è impossibile da accettare che sia andata davvero così. È una verità che fa troppo male. In strada vicinale colle Cervone non riescono a darsi pace i famigliari di Alceo D’Antonio e Maria Di Benedetto, marito e moglie, i cui corpi senza vita sono stati trovati senza vita in cucina, forse a causa di un incendio che si è sprigionato in una delle camere da letto dall’abitazione.
Vedere quei corpi è stato terribile, per i parenti. Capire che non c’era niente da fare un incubo. «Perché me li hanno portati via così?» continua a chiedersi al figlia Mirella, circondata da parenti e vicini di casa dei genitori. È stata lei, con il marito, ad arrivare in casa per capire cosa fosse accaduto ai genitori quando ci si è resi conto che qualcosa non andava perché la madre tardava a un appuntamento, e non era assolutamente sua abitudine.
Hanno aperto la porta e se li sono trovati di fronte, riversi a terra, uno vicino all’altro, in abbigliamento da casa, con la tv della cucina accesa, le mura di casa tutte annerite e il letto del padre carbonizzato.
«Non ti ho potuta neppure salutare», dice disperata la donna parlando della madre che non potrà più riabbracciare. E per ore continua a chiedersi in lacrime, come una litania «Perché?».
«Non ci posso credere che doveva succedere una cosa così grave», urla Maurizio, l’altro figlio della coppia di anziani trovati morti. E poi, quasi a volersi convincere della tragedia che si è consumata, dice «Sono morti tutti e due».
Fuori al villino dove stanno lavorando vigili del fuoco e polizia ieri pomeriggio sono arrivati un po’ alla volta anche altri parenti che non riescono a credere che sia accaduta davvero una cosa del genere a spezzare la vita di due persone definite «tranquillissime», due pensionati autosufficienti che hanno visto i figli crescere e costruirsi una vita e che li hanno fatti diventare nonni. Non solo: Alceo e Maria erano anche bisnonni.
Il capofamiglia ha lavorato una vita, era un carpentiere. Mentre lei si occupava della casa, ed era una donna «straordinaria». Alceo «si vedeva spesso sul balcone», a trascorrere il suo tempo, dice un vicino di casa che non riesce a staccare gli occhi da quella costruzione biaca, incredulo. Gli acciacchi di salute tipici dell’età mai avrebbero fatto ipotizzare una fine così vicina. A nessuno. (f.bu.)

