La donna aggredita: «La colpa è dei rom Noi siamo le vittime»

MONTESILVANO. «La rissa dei giorni scorsi in via Rimini non è nata da una faida familiare, anzi. La mia famiglia non ha nulla a che vedere con i rom che, quel giorno, sono arrivati da Lanciano a...
MONTESILVANO. «La rissa dei giorni scorsi in via Rimini non è nata da una faida familiare, anzi. La mia famiglia non ha nulla a che vedere con i rom che, quel giorno, sono arrivati da Lanciano a Montesilvano. Erano una decina di persone e volevano soccorrere la fidanzata di mio figlio, che sosteneva di essere stata aggredita da noi. Ma non è così: non è stata aggredita da nessuno di noi».
Parla la donna che martedì pomeriggio è finita in ospedale a seguito di una rissa in via Rimini, dove la 46enne vive con la famiglia.
Ricostruisce i fatti, dal suo punto di vista, e parte dal rapporto tra suo figlio e una giovane di Lanciano, «per metà rom, da parte della madre». E dice: «Mio figlio e questa ragazza sono fidanzati da sette mesi e tre settimane fa sono venuti a stare qui a Montesilvano, da noi. Ho visto la famiglia di questa ragazza solo una volta, in maniera tranquilla».
Tutto è precipitato il giorno in cui è avvenuta la rissa. «C'è stata una discussione, a casa nostra. Dal mio punto di vista, è stata la ragazza a scatenare tutto: quando l'ho invitata ad andarsene con mio figlio, ha alzato per prima le mani nei confronti di mia figlia, ha cercato lei la lite. I carabinieri li ho chiamati io, perché speravo che allontanassero mio figlio e la ragazza, ma intanto lei aveva telefonato ai suoi parenti e ha inventato di essere stata aggredita, per cui sono arrivate qui tutte quelle persone, una decina. Ma non me lo aspettavo assolutamente».
« Mia figlia si è solo difesa e per separare le due si sono attaccati mio figlio e mio genero, sempre in casa», aggiunge la donna nel ricostruire l’accaduto. «In quei minuti, mio marito si trovava al lavoro, per cui è corso a casa e vicino al portone lo hanno aggredito in massa, e lì se la sono presi anche con mia figlia che era andata verso il padre».
Solo l'arrivo delle pattuglie (c'erano carabinieri, polizia e Guardia di finanza) ha evitato il peggio, l'alloggio è stato liberato e la situazione è tornata sotto controllo, dopodiché in via Rimini sono giunti anche il sindaco Ottavio De Martinis e il consigliere comunale Marco Forconi.
«Quando si parla di via Rimini, si pensa che qui vivano solo determinate persone, ma noi non siamo rom e a questo punto mi auguro che quella famiglia stia il più lontano possibile da noi. Noi siamo abituati a parlare tranquillamente, mentre qualcun altro ha l'abitudine di muoversi in massa».
Quel giorno, infatti, erano un bel po', e gli uomini dell'Arma hanno impiegato alcuni giorni per identificare tutti, visto che qualcuno si è subito allontanato. Una volta ricostruita la vicenda, scatteranno le denunce.
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