La fabbrica aperta nel 1946 a Montesilvano e poi ad Atri

PESCARA. La storia dell'azienda Menozzi De Rosa affonda le sue origini nel 1836, quando Rodolfo De Rosa avvia la prima vera produzione di tipo industriale, seguendo il percorso intrapreso,...
PESCARA. La storia dell'azienda Menozzi De Rosa affonda le sue origini nel 1836, quando Rodolfo De Rosa avvia la prima vera produzione di tipo industriale, seguendo il percorso intrapreso, addirittura dal 1500, dai frati domenicani del monastero di Atri, che estirpavano le radici di liquirizia spontanee, di cui il territorio era ricco, e ne estraevano il succo. Nel 1930 la società passa in mano all’imprenditore milanese Parodi.
Il destino della realtà imprenditoriale si intreccia al nome della famiglia Menozzi nel 1931, quando Aurelio Menozzi, originario dell’Emilia Romagna, lascia il suo impiego in un ufficio postale di Cà del Bosco, si trasferisce ad Atri e comincia a lavorare come addetto alle vendite per la fabbrica De Rosa. Insieme a lui lavora Angelo Barabaschi con il quale Menozzi, poco prima della Seconda guerra mondiale, decide di staccarsi dalla De Rosa e di fondare insieme una nuova ditta, la Saila (Società anonima italiana liquirizia e affini) di Silvi. Alla fine del conflitto, tra i due fondatori cominciano i primi dissidi sulle strategie aziendali e così si separano. Dopo una breve parentesi a Milano, Menozzi torna in Abruzzo e nel 1946 apre una nuova fabbrica. Lo fa a Montesilvano, nella centralissima via Roma, comune più vicino al territorio di Atri e Silvi, ma situato in provincia di Pescara, ponendosi in diretta concorrenza con la De Rosa e la Saila, particolarmente forti nel Teramano e oltre. L'azienda montesilvanese cresce e intanto, nel 1958, Parodi decide di mettere in vendita la fabbrica De Rosa di Atri. È proprio Aurelio Menozzi ad acquistarla.
Se in una prima fase tiene distinte le due aziende, successivamente, nel 1971 dà vita a un’unica società, la “Aurelio Menozzi & R. De Rosa industrie riunite liquirizia ed affini”, ma sempre lasciando separate le attività nei due stabilimenti di Atri e Montesilvano. Mantenere due aziende con numerosi operai e tanti uffici diventa insostenibile e così la produzione viene tutta unificata nella sede dell'antico monastero cinquecentesco di Atri, fino al 2002, quando viene sostituito dall'opificio della zona industriale del borgo medioevale. Alla morte di Aurelio Menozzi nel 1979 subentrano nella gestione prima i figli Giuseppe, Mario, scomparso a luglio 2016 e Lidia, venuta a mancare a dicembre di due anni fa, e poi i nipoti.
Negli anni l'azienda ha concentrato l'80 per cento della sua produzione per conto terzi, rifornendo le principali aziende dolciarie, anche con derivati, come la famosissima stecca di liquirizia per il gelato, oppure per le distillerie o gli usi farmaceutici. La materia prima non è più la liquirizia di Atri, dove la nascita spontanea della radice è terminata già all'inizio del 1900, ma proviene dalla Calabria, dalla zona di Rossano Calabro, nell'alto Ionio, altro territorio ricchissimo di liquirizia, dai paesi dell'est Europa e dal Medio Oriente. (m.pa.)
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