«La farmacia comunale su corso Umberto»

A meno di tre mesi dal passaggio di consegne, la titolare della concessione chiede di poter traslocare l’attività su una strada più centrale e trafficata
di Antonella Luccitti
MONTESILVANO
Trasferire la farmacia comunale dall’attuale sede di viale Aldo Moro al civico 17 della ben più trafficata nazionale (corso Umberto). È la richiesta che arriva dall’attuale gestore, Rosaria Tiberio, in una nota protocollata a palazzo di città lo scorso 3 marzo. Tiberio chiede di attuare una scelta strategica per la farmacia, ossia spostarla in un posto decisamente più di passaggio. A meno di tre mesi dall’aver raccolto la sfida di risollevare le sorti dell’attività commerciale – che dalla sua apertura, nel 2005, non è mai riuscita a chiudere i conti in attivo – la farmacista è già alla ricerca di una possibile via di fuga per invertire un trend decisamente negativo. Ammontano, infatti, a oltre 720mila euro le perdite totali registrate nel periodo 2005-2014, e in particolare: 27mila euro nel 2005, 30mila nel 2006, 77mila nel 2007, 129mila nel 2008, 44mila nel 2009, 100mila nel 2010, 38 mila nel 2011, 78mila nel 2012, 50 mila nel 2013 e ben 150 mila nel 2014.
Alla luce dei pessimi numeri registrati in questi anni, quindi, la giunta Maragno, lo scorso anno, ha deciso di affidare la farmacia a un privato per la durata di nove anni. Una decisione che, seppur accompagnata da mille polemiche, è sembrata al sindaco e all’Azienda Speciale, che in precedenza gestiva l’attività, l’unica strada percorribile. Dopo un primo bando, andato deserto, la farmacista Tiberio presentò la propria manifestazione di interesse, seguita da una seconda proposta, presentata e poi ritirata dalla collega Manuela Ascenzo. Concluso l’iter burocratico, dunque, lo scorso 13 dicembre, la Tiberio ha debuttato nella gestione della farmacia. Forse preoccupata per i dati del passato, la farmacista ha però deciso di tentare con la nuova strategia, chiedendo di abbandonare il locale di via Aldo Moro da 2mila 600 euro mensili.
Eppure, quello della Tiberio non è affatto un colpo di genio, dal momento che prima dell’affidamento della gestione al privato, le minoranze avevano più volte proposto proprio la strada del trasferimento della farmacia in una sede più di passaggio, come ad esempio nelle vicinanze del futuro distretto di base, in via Di Vittorio.
Ed è proprio per questa ragione che ora la notizia della richiesta della Tiberio fa letteralmente saltare dalla sedia la consigliera del Movimento 5 Stelle, Paola Ballarini. «Avevamo chiesto di fare un ultimo tentativo», sottolinea, «suggerendo di avvicinarla a una strada principale, di inserirla in una zona commerciale di maggiore reattività, ma niente di tutto questo è stato accettato. La nostra perplessità maggiore derivava da una semplice domanda: perché un privato sarebbe potuto riuscire a rendere produttiva un'attività che per il Comune non lo era? Una prima risposta», prosegue Ballarini, «la ottenemmo quando, prima dell'affidamento, la giunta Maragno dislocò due dipendenti della farmacia (su quattro) ai servizi cimiteriali, abbattendo così, in maniera forse insperata per il privato subentrante, la principale voce di uscita».
Ora arriva la richiesta, legittima, della farmacista di trasferire l’attività. «E come per magia, quello che per l'ente era una mission impossible, per il privato è la cosa più sensata da fare. Sarà così», aggiunge, «che la farmacia diventerà finalmente produttiva e la città avrà perso un’importante risorsa per rianimare le casse comunali».
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