La favola Cipollone: da arredatore d’interni a chef allievo di Beck

16 Marzo 2016

Un’esperienza in Australia e poi a Londra dal cuoco stellato Oggi è titolare di un piccolo ristorante gourmet in centro

PESCARA. È un one man show, un piccolo spettacolo gastronomico che dalla cucina lineare, a vista e a misura di un solo cuoco, va in scena quotidianamente alla “Drogheria del Mercato” con l'energia di Gianluca Cipollone, 30 anni, fuggito da Pescara 8 anni fa, quando si occupava di arredi di interni, e ritornato nella sua città da una manciata di mesi per aprire un ristorante a sua immagine.

Chef di presenza, ma non troppo perché senza aiuti ai fornelli scappa da una parte all'altra, Gianluca si è inventato un mestiere e un nuovo locale nel centro di Pescara, in piazza Muzii. Un ristorantino gourmet a prezzi più che accessibili, di 25 coperti appena, che condivide con la socia Anna Castellano, 54 anni, e la compagna 25enne Alice Ciliberto, figlia di Anna, che si occupa di coltura di ortaggi nella campagna di Città Sant'Angelo. L'impressione entrando nella Drogheria è quella di un microcosmo dal sapore contemporaneo e domestico, Gianluca in cucina, Anna in sala, Alice che rifornisce la dispensa con i suoi prodotti di agricoltura naturale. Ritmo familiare, così come l'accoglienza, e presto dopo la nascita del ristorante verrà quella di un figlio per Gianluca e Alice, giovani pescaresi che si sono messi in gioco completamente perché credono che sia ancora possibile costruire un'attività nella loro città nonostante che tutti lo avessero sconsigliato.

Basta far bene, ripetono, e loro ci provano ogni giorno. «Sono partito da Pescara a 22 anni», racconta Gianluca, «cercavo un'esperienza estera e ho trovato la mia strada, la cucina». A Gianluca la gavetta non è pesata, da lavapiatti è diventato gestore di una gastronomia a Perth, ma l'Australia non era nelle sue corde. «Avevo bisogno di una dimensione differente e sono sbracato a Londra, dove sono rimasto sette anni e lì è cambiato tutto» ricorda. Gianluca ha cominciato a lavorare come chef in vari ristoranti francesi e italiani, poi ha incontrato i maestri che gli hanno spalancato la porta del suo stile in cucina.

«La svolta è arrivata con Heinz Beck», commenta Gianluca, «con cui ho lavorato al ristorante Apsleys, poi sono entrato nella brigata di Massimiliano Blasone, allora sous chef di Beck, al Cassis Bistro. Sono stati loro a dare il giusto taglio alla mia idea di cucina: mi hanno insegnato la leggerezza da mettere in ogni piatto, a eliminare il superfluo, calibrare le dosi, ricercare le eccellenze e saperle mostrare».

Bisogna lasciare almeno una volta il proprio Paese per amarlo davvero. Gianluca lo ha capito con gli anni. E l'amore gli è tornato prepotente da fargli abbandonare le splendenti cucine inglesi per atterrare a Pescara, definitivamente tra l'altro. “Colpa” di Alice. «Volevo buttarmi in un'avventura nella ristorazione e nella mia città», spiega Gianluca, «poi ho conosciuto Alice e insieme a sua madre abbiamo pensato di unire le forze e di metter su la Drogheria». Con l'accoglienza di Anna, i frutti della terra di Alice e il tocco in cucina di Gianluca la ricetta è stata presto fatta. E fin dall'apertura, prima di Natale 2015, la formula è piaciuta alla città. Ogni sera, e anche a pranzo, sui pochi tavoli e al banco di fronte alla cucina sono assiepati tantissimi giovani, ma la clientela tocca davvero tutte le età. Stoviglie, posate e tovagliato ricordano le case di una volta e passano sopra le teste dei clienti, spesso per mano diretta dello chef, in un clima da bistrot, c'è un tocco francese e c'è un tocco milanese nell'aria, in un ambiente studiato dagli architetti Giuseppe e Laura Barone che stimola la condivisione, anche di un piatto. Di carne, specialmente, cotta lungamente sottovuoto a bassa temperatura, dalla lingua all'agnello di Campotosto, dalle scaloppe di foie gras al cervo neozelandese.

«Abbiamo provato a creare un ristorante dove le persone potessero tornare a parlare tra loro, a sedere una accanto all'altra anche senza conoscersi» osserva Anna. E mentre Gianluca passa una terrina di quaglia a un anziano cliente, e ne vince l'imbarazzo strappandogli un sorriso, Anna pensa che ci stanno riuscendo.

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