La fidanzata: vedevo il suo orologio

Francesca Bronzi è tornata a casa: sentivo Stefano lamentarsi, poi più nulla
PESCARA. Francesca Bronzi racconta che lei e Stefano «erano seduti vicini al caminetto, mercoledì. Aspettavano che li andassero a prendere con qualche mezzo». La ricostruzione arriva da Alessio Feniello, il papà di Stefano, uno dei dispersi. Ha incontrato Francesca in ospedale, dove è stata ricoverata fino a ieri. Dopo la tragedia, quando la valanga ha travolto l'hotel, la ragazza «vedeva il braccio di Stefano con l’orologio, lo ha riconosciuto perché glielo aveva regalato lei. Lo illuminava con la torcia del cellulare, poi la batteria si è scaricata. Lui si lamentava, ma se lo chiamava non rispondeva. E poi non ha più sentito i lamenti».
Francesca è stata raggiunta dai soccorritori e ha detto loro che «a due metri da lei c'era il suo ragazzo. Si è dovuta portare al buco da cui l'hanno l'hanno estratta». Il papà di Stefano ha chiesto informazioni precise, e cioè «se sono scesi a verificare la sua presenza, ma non hanno risposto. Invece ritengo che mi dovessero dire che cosa hanno fatto, che cosa hanno trovato, se poteva essere estratto o meno». Chi si sta occupando delle ricerche «sta facendo un bel lavoro, ma mi delude che se non siano scesi dove c'era Francesca».
In questi giorni Feniello è in attesa di notizie, in ospedale, con i parenti degli altri dispersi. «Siamo carne da macello e ogni tanto ci dicono che stanno scavando». È stato lì, nella stanza della Asl dove si ritrovano tutti, che ha visto il video girato da una donna a Rigopiano: «C’erano tutte le macchine già pronte per lasciare l’hotel e un muro di neve davanti. Aspettavano lo spazzaneve, altrimenti non potevano muoversi».
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