La figlia di Michetti «Su mio padre vent’anni di bugie»
PESCARA. Quello di oggi è un triste anniversario per Laila Michetti, la figlia del celebre scultore pescarese Vicentino che esattamente venti anni fa, il 15 novembre del 1995, donò al Comune le sue...
PESCARA. Quello di oggi è un triste anniversario per Laila Michetti, la figlia del celebre scultore pescarese Vicentino che esattamente venti anni fa, il 15 novembre del 1995, donò al Comune le sue opere con la promessa, e la speranza, che fossero valorizzate, e che la città se ne facesse pregio. E invece.
Ecco quello che scrive Laila Michetti vent’anni dopo, vent’anni di liti e diatribe con gli amministratori di turno per trovarsi sempre allo stesso punto. «Il 15 novembre 1995, mio padre donò al Comune di Pescara tutte le sue opere in presenza del notaio Marra e del sindaco protempore Carlo Pace. Ora mi rendo conto che per la classe politica non fu recepito come un dono, ma un peso da scaricare al prossimo sindaco. Ho assistito a 20 anni di bugie, promesse. Ora voglio dire alla classa politica passata e presente: vi disprezzo. Mio padre non fu solo il padre dell’Elefante, ma nel 1946 partecipò a una mostra nazionale di scultura. Vinse con “Bimba col nido” (collocata ora su un passo carrabile). Mio padre portava ancora le menomazioni che il campo di concentramento gli aveva inflitto, eppure lui rifiutò il premio, che andò al secondo classificato. Il suo credo è sempre stato “Sono uno strumento nelle mani della Natura, ciò che mi è stato dato gratuitamente, gratuitamente lo restituisco. In tutta la sua vita l’imprenditore Vicentino Michetti finanziò sempre l’artista con mostre nelle più autorevoli gallerie nazionali e internazionali coronate sempre col succcesso. Mio padre nel 1963 vinse il concorso dell’Unesco per salvare i templi egiziani della Nubia e voglio ricordare che il ponte panoramico per unire le due Pescara fu ideato sempre da lui, un ponte che univa utilità e bellezza. Fu il primo prefabbricatore del centro sud: brevettò un tegolo che fece esclamare a un grande come Riccardo Morandi “Michetti lei è il mio maestro”. Mio padre non è stato solo un artista ma un genio, con l’unica colpa di amare Pescara».
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