La flagranza di reato differita: dallo sport alla violenza in casa

In Abruzzo l’ultima volta la norma applicata a febbraio in occasione del derby Giulianova-Teramo di Eccellenza
Lo sport può essere fonte di benessere ed è risaputo. Meno conosciuto il ruolo dello sport come fonte del diritto e palestra della giurisprudenza italiana. Anche chi ha poca dimestichezza con la legge ma è appassionato di calcio, ha sicuramente sentito parlare dell’arresto in flagranza differita che assieme ad acronimi come Daspo e Gos, è ormai entrato a far parte del gergo calcistico.
Siamo di fronte a un ossimoro giudiziario, simile al ghiaccio bollente o all’illustre sconosciuta. La lingua italiana è piena di sottigliezze contraddittorie e anche in questo caso non fa eccezione.
Lo strumento normativo di natura eccezionale della flagranza differita, varato nel 2003 per contrastare la violenza in ambito sportivo, non solo è diventato permanente ma addirittura viene utilizzato anche in altri settori e man mano allarga i propri confini. Si va dal “codice rosso” per la violenza domestica o di genere nei casi di violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, di maltrattamenti e stalking, ai delitti commessi nei centri di permanenza per i cittadini stranieri. Un decreto legge in vigore dal 2 ottobre scorso, inoltre, prevede l’arresto differito per chi aggredisce medici e personale sanitario ed è in fase di conversione al Senato un altro disegno di legge che contempla l’ulteriore estensione dell’arresto in flagranza differita per una nuova ipotesi di reato: le lesioni personali a pubblico ufficiale nell'atto dell'adempimento delle sue funzioni in occasione di manifestazioni pubbliche. Eppure la flagranza differita, più di vent’anni fa, fu concepita come strumento transitorio per arginare il fenomeno della violenza dentro e fuori dagli stadi italiani che aveva raggiunto livelli insostenibili.
Per alcuni reati commessi in occasione di manifestazioni sportive si è arrivati ad estendere l’applicazione ferrea, fino ad allora, dell’art. 382 del codice di procedura penale, anche dopo diverse ore dalla commissione del fatto. Un allargamento che ha superato negli anni i diversi dubbi di legittimità costituzionale, dubbi basati sul fatto che l’arresto in flagranza presuppone due ipotesi precise: che l’autore sia colto sul fatto oppure subito dopo aver commesso il reato viene inseguito dalla polizia o dalla vittima e sorpreso con oggetti o tracce riconducibili al reato stesso. Questa estensione continua dei confini della flagranza oltre gli ambiti delle manifestazioni sportive, fa storcere il naso a molti giuristi per il fatto che la magistratura svolge un controllo successivo ad una misura che limita la libertà personale e perché tali misure non sarebbero più giustificate da motivi di ordine pubblico, che hanno sorretto finora la possibilità di spostare in avanti i termini della flagranza.
In tema di ordine pubblico, infatti, quando per ragioni di sicurezza o di incolumità pubblica non è possibile procedere all’arresto immediato, l’autore del fatto si considera in flagranza se, in base a riscontri oggettivi, dalle immagini o dai filmati, può essere identificato e fermato nelle ore successive, al massimo entro 48 ore. Ed è proprio il caso delle manifestazioni sportive. Soprattutto nell’ambiente del calcio, l’avvento dell’arresto differito ha modificato i comportamenti delle tifoserie sia sulle tribune degli stadi italiani e sia lungo gli itinerari che portano alle città in cui si svolge la gara con riguardo a tutte le condotte inerenti gli eventi sportivi: lancio o possesso di razzi, bengala, petardi, fumogeni, bastoni. Altri ambiti interessano la violazione del divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (Daspo) e il compimento di atti o l’ostentazione di simboli che istigano alla discriminazione razziale. L’ultimo caso in cui è stato applicato l’arresto in flagranza differita in Abruzzo, è stato in occasione del derby Giulianova-Teramo di Eccellenza, nel mese di febbraio scorso.
Il giorno dopo l’incontro, la questura di Teramo ha arrestato cinque tifosi, tre del Teramo e due del Giulianova, a seguito degli scontri avvenuti prima della partita attorno allo stadio di Giulianova durante i quali rimasero feriti anche un carabiniere ed un poliziotto della scientifica.

