«La futura città si chiamerà Pescara»

24 Agosto 2023

Antonelli e Croce: non si cambia nome. E Trulli (Spoltore): sì alla ripartizione dei municipi

PESCARA. «La futura città si chiamerà Pescara. Ora invito Montesilvano e Spoltore a evitare ulteriori polemiche sgradevoli. Diamoci tutti una calmata, sapendo che i punti di partenza sono diversi, ma noi dobbiamo avere la grande capacità di trovare dei punti di sintesi». È l’appello lanciato ieri dal presidente del consiglio comunale di Pescara, nonché presidente dell’assemblea costitutiva della Nuova Pescara Marcello Antonelli dopo le polemiche scoppiate negli ultimi giorni tra i tre Comuni sul nome della futura città e sul numero di poltrone per assessori e consiglieri nei quattro municipi che nasceranno dopo l’unificazione.
Polemiche che, tuttavia, non accennano a finire. Ieri il sindaco di Spoltore Chiara Trulli è intervenuta per difendere le scelte compiute per i quattro municipi. Ma andiamo con ordine. Il primo a parlare è stato ieri il presidente della commissione Statuto di Pescara Claudio Croce, il quale ha annunciato per oggi una seduta in cui si avvierà la stesura degli emendamenti da presentare al nuovo statuto entro il 30 agosto per correggere alcune parti del documento, a partire dal 4 settembre data in cui si riunirà l’assemblea costitutiva per approvarlo. «Vogliamo ridurre il numero dei consiglieri municipali e, se possibile, eliminare le giunte», ha detto Croce, «poi, c’è il problema del nome della futura città che si dovrà chiamare Pescara. Montesilvano e Spoltore vorrebbero chiamarla Nuova Pescara per evitare che sembri un’annessione del capoluogo adriatico». Dello stesso avviso Antonelli. «La legge regionale, il cui contenuto è stato condiviso dai vertici dei Comuni di Montesilvano e Spoltore, stabilisce che la nuova città si chiami Pescara. Ora sono abbastanza sorpreso da questo rigurgito di Nuova Pescara».
Il sindaco di Spoltore, invece, ha affrontato la polemica sul gran numero di posti di assessori e consiglieri che nasceranno con la nuova città suddivisa in 4 municipi. «Nessuno vuole trasformare la Nuova Pescara in un alibi per creare nuove poltrone», ha fatto presente Trulli, «anzi, ciò che si vuole è costruire una macchina efficiente, non certo più pesante. Creare dei municipi e dare loro funzioni è l’unico modo per evitare che i cittadini restino disorientati. Lo sanno benissimo i colleghi amministratori di Pescara, anche perché proprio dai consiglieri della loro maggioranza è arrivata in commissione Statuto la proposta di dar vita a nuovi municipi, l’idea di creare di 2 municipi per Pescara nord e sud e la ripartizione numerica dei consiglieri che dovranno rappresentarli (24 per i tre municipi di Pescara e Montesilvano, 16 per quello di Spoltore). Dunque non si capisce perché adesso si voglia scaricare su Montesilvano e Spoltore la responsabilità di una scelta del tutto condivisa».
E ancora: «Il municipio non è un poltronificio, ma un presidio territoriale indispensabile affinché si riesca a governare la fusione ed evitare che ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B, zone prive di vigilanza e rappresentanza, zone con servizi di qualità e altre in abbandono. La fusione deve essere foriera di nuove opportunità. Affinché ciò accada, non è opportuno azzerare la rappresentanza, va invece creata un’articolazione politica e istituzionale capace di dare risposte alla gente, senza proliferazione di ruoli, ma garantendo attenzione alle singole realtà».