«La gente scappava terrorizzata»

In piazza Salotto, il racconto di residenti e commercianti: all’improvviso gli spari
PESCARA. «Sono sconvolta e spaventata. Qui siamo nel centro della città, nel salotto buono. Come sarebbe andata a finire se ci fossero stati dei bambini in piazza in quel tragico momento?». Alessandra, residente in via Mazzini, esperta di marketing, appena dopo le 14 di ieri si stava recando in piazza Salotto per pranzare.
«Quando sono arrivata ho visto l’ambulanza e le macchine della polizia, ho chiesto in giro cosa fosse accaduto. Una signora mi ha riferito di aver sentito cinque colpi di pistola, sì, proprio cinque», sottolinea, «ho vissuto per anni a Rio de Janeiro, ma una violenza simile non l'ho mai vista, anche se so che i controlli delle forze dell'ordine ci sono».
«Ho pensato ai raudi ma poi ho visto la gente che fuggiva e mi sono allontanato anche io», racconta Antonio Di Monte, che in quegli istanti stava bevendo il caffè in un bar vicino e si affretta a telefonare al figlio «per dirgli di non raggiungermi a piazza Salotto», come avrebbe dovuto fare. «Ho visto un uomo sui 40 anni, calvo, che pranzava fuori al locale», dice Lorenza. «Io passeggiavo con il cane, ho notato il suo piatto vuoto, la corporatura, il fatto che fosse calvo. Poi sono tornata a casa, ho saputo della sparatoria, e visto le immagini», diventate virali sui social. «È stato lui a sparare».
Il titolare di Casamaki, Gianluca Cruciani: «Ero dentro il locale e non ho sentito gli spari. Però, a un certo punto, ho visto la gente che scappava da una parte e dell'altra, terrorizzata, in preda al panico. Siamo in balìa della delinquenza», riflette l’imprenditore, «a piazza Salotto succede di tutto dopo una certa ora del pomeriggio, gente che gira ubriaca, risse. Tempo addietro due soggetti si sono presi a bottigliate, ferendosi con i vetri frantumati, qui dietro al mio locale. Serve un posto fisso di polizia, non basta il passaggio delle volanti di tanto in tanto».
Più avanti, sotto i portici, una signora elegante si ferma davanti a un negozio per chiedere ulteriori informazioni sull'accaduto e rivela: «Sono la madre dell'avvocato che ha soccorso il ragazzo ferito, ma non posso dire nulla». E si allontana. (c.co.)
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