La grande sfida di Francesca in coma tra paura e speranza Ora le condizioni sono stabili

21 Marzo 2017

Ansia per la pugile di 26 anni che ha perso conoscenza dopo il match a Chieti Storia di passione e sacrifici. E quella fame di vittorie dopo la laurea in Legge

PESCARA. «Condizioni stazionarie». Sono ore di attesa all’ospedale di Pescara dove è ricoverata Francesca Moro. La pugile di 26 anni di Mestre, finita in coma sabato scorso al termine di un incontro di boxe disputato al palazzetto dello sport di Colle dell’Ara a Chieti, è ancora in Rianimazione. La famiglia ha chiesto riservatezza sulle sue condizioni di salute e, oggi alle 12, il primario del reparto Tullio Spina parlerà attraverso un bollettino medico ufficiale. Dopo i primi segnali di ottimismo di domenica, bisogna aspettare. Tra paura e speranza.

Donne e boxe. L’incidente di Francesca, durante il torneo femminile a invito riservato alle categorie Junior, Youth e Open Elite II serie, riapre il dibattito mai chiuso sulla boxe intesa come sport violento e sulla presenza delle donne. Una presenza sempre maggiore anche in Abruzzo: nella nostra regione, su 653 atleti tesserati dai 5 ai 40 anni si contano 80 donne. Si comincia sempre prima e con sempre meno paura di farsi male. E nelle palestre – sono 34 quelle dell’Abruzzo e del Molise affiliate alla Federazione pugilistica italiana – capita di incontrare bambine e ragazzine sempre più spesso: una ogni tre maschi. In tante cominciano per gioco: nella boxe si cerca un allenamento alternativo capace di forgiare il fisico con i classici strumenti semplici: salto con la corda, pugni al sacco e sollevamento pesi a circuito. Poi, capita anche che quel gioco accenda la passione e, dall’assenza di contatto fisico, si passi al ring.

La storia di Francesca. È questa la storia di Francesca. Una ragazza come tante. Che nelle foto mostra uno sguardo e un sorriso aggraziati ma che si è innamorata del pugilato. Prima come passatempo e poi come sport. È entrata per la prima volta alla Union Boxe di Mestre all’età di 20 anni insieme a due amiche: a portarla in quel luogo mitico, una palestra aperta fin dal 1948 in cui si sono alternate generazioni di pugili veneti, sono stati i suoi amici di comitiva. «Prova anche tu», le hanno detto. E per due anni Francesca si è limitata ad allenarsi secondo i dettami del pugilato: lavoro aerobico per migliorare la resistenza e pugni al sacco per fortificare i muscoli e imparare la tecnica. Poi, dopo due anni di fatica, la voglia di provare qualcosa di più: è una fiamma che si è accesa, un’altra sfida da tentare. Francesca è salita sul ring 4 anni fa per il suo primo incontro da agonista. Una decisione che ha determinato un impegno ancora maggiore verso quello sport. Sacrifici per ritagliarsi il tempo per gli allenamenti e incastrare le sedute con la vita normale di tutti i giorni. L’impegno sul ring non l’ha distolta dallo studio: recentemente Francesca si è laureata in Giurisprudenza all’università di Padova.

L’incubo della sfidante. Da 6 anni, la boxe è la sua passione più grande: l’anno scorso, a un altro torneo, la sua avventura è arrivata fino agli ottavi di finale. Fino a sabato scorso, un curriculum sportivo di 5 vittorie, due pareggi e 7 sconfitte. Alla partenza per Chieti, sulla pagina Facebook della sua società, è stata pubblicata una foto di Francesca sorridente e con il pollice alzato insieme ad altre due atlete. Quest’anno, a Chieti, in mezzo a 167 sfidanti, Francesca ha accarezzato il sogno della vittoria disputando la semifinale contro Clara Pucciarelli, atleta delle Fiamme oro, romana di 24 anni. Da tre giorni, Pucciarelli vive un incubo: «Francesca l’ho vista molto attiva fino a fine match. Non mi è sembrato che stesse male. L’ho conosciuta solo pochi secondi prima dell’incontro». Alla Gazzetta dello Sport, Pucciarelli ha detto anche: «Forse c’era già qualcosa di pregresso, un problema di fondo che, magari, neanche lei conosceva: non penso che la causa di tutto siano stati i miei colpi. Il nostro match è stato controllato più volte e non sono emerse scorrettezze: i miei sono stati colpi puliti. Anche perché quello di sabato è stato il mio primo incontro dopo un lungo stop». La Pucciarelli ha scambiato le ultime parole con Francesca subito dopo il verdetto: «Le ho fatto i complimenti e lei mi ha risposto: “Brava anche tu”. Poi l’ho vista accasciarsi».

Sotto inchiesta. Da ieri il caso di Francesca è al centro di un’inchiesta aperta dalla procura di Chieti per lesioni aggravate: un fascicolo contro ignoti. Nell’indagine, coordinata dal procuratore Lucia Campo, è stato disposto il sequestro delle immagini dei combattimenti sostenuti dalla Moro. Sabato mattina, Francesca ha superato le normali visite mediche come attestano i verbali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA