La guerra dei pini: ora la parola passa alla Sovrintendenza

18 Settembre 2016

E un ex assessore dei Verdi di Rimini scrive ad Alessandrini «Tagliai 100 piante pericolose, mi diedero del boscaiolo»

PESCARA. Soprintendenza, ambientalisti e amministrazione di centrosinistra domani per la prima volta si sederanno intorno a un tavolo per affrontare la spinosa questione del taglio straordinario di 121 specie arboree e per affrontare «anche le azioni necessarie alla tutela del verde pubblico cittadino».

Ma la guerra dei pini, come è stata ribattezzata questa battaglia feroce che da settimane contrappone il sindaco Marco Alessandrini e la maggioranza da un lato e gli ambientalisti e l'opposizione dall'altro, fa registrare una curiosa alleanza.

Ieri mattina l'ex assessore all'Ambiente del Comune di Rimini Adriano Mantuano (che dal 1999 al 2016 in quota Verdi si è guadagnato l'appellativo di «assessore boscaiolo») ha inviato una lettera ad Alessandrini per esprimere «piena solidarietà e condivisione del suo operato» e per offrirsi di aiutare il primo cittadino pescarese messo alla berlina per quel piano di manutenzione straordinaria che ha condannato a morte alcuni alberi della città dannunziana, giudicati pericolosi e a rischio crollo da una relazione fitostatica firmata dall'agronomo Carlo Massimo Rabottini, proprio come avvenuto a Rimini una manciata di anni addietro.

Tra polemiche, chiarimenti e smentite, scontri dentro e fuori dalle aule del consiglio comunale e persino dopo una presa di posizione pubblica di una parte del mondo dell'arte che, attraverso lo scrittore Erri De Luca e l'attore Alessandro Gassman, si è schierata in difesa dei pini della città dannunziana, il sindaco è finito nuovamente al centro dell'attenzione mediatica nazionale. «Come voi avete fatto», ha scritto l'ex assessore Mantuano ad Alessandrini, «anche io commissionai uno studio sulle alberature pubbliche. Risultò che 100 alberi erano definiti pericolosi e che quindi, per la sicurezza dei cittadini, dovevano essere abbattuti. Le reazioni dieci anni fa furono le stesse, con l'aggravante che essendo dei Verdi era come “bestemmiare in chiesa”».

Mantuano nella sua lettera passa poi a elencare i provvedimenti successivi presi nella sua città: dalla ripiantumazione degli alberi sul lungomare all'ossigenazione delle radici fino al rimboscamento lungo le sponde del fiume Marecchia. «Il tempo mi ha dato ragione», aggiunge, «a Rimini non si sono più verificati incidenti a differenza di quanto accaduto nei comuni vicini».

Intanto, dunque per domani è stato convocato il tavolo tecnico con il neo soprintendente Francesco Di Gennaro e con una delegazione del coordinamento Salviamo gli alberi, tra cui Augusto De Sanctis e Maurizio Acerbo, entrambi destinatari della comunicazione della Soprintendenza. «Rispondiamo alla richiesta di un tavolo tecnico da parte della Soprintendenza con solerzia», ha spiegato il sindaco, «perché siamo convinti che la partecipazione nell'ottica della salvaguardia del nostro patrimonio arboreo e delle ripiantumazioni future sia un'ottima pratica. Una richiesta che accogliamo e rilanciamo, certi che sarà una buona occasione per parlare in positivo anche delle azioni necessarie alla tutela del verde pubblico, a cominciare dalle prove di trazione dei pini in via Scarfoglio per cui siamo già in fase operativa. Tutto questo perché la prevenzione possa diventare la regola a tutela del verde e della pubblica incolumità e anche perché si possano stabilire insieme buone pratiche per la valorizzazione e l'ampliamento del nostro patrimonio arboreo».

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