La Lega: i contestatori di Rotondi non rappresentano il nostro partito

4 Agosto 2019

Il segretario regionale Bellachioma prende le distanze dalla coppia che ha minacciato l’ex ministro Solidarietà anche da Pagano (Forza Italia) e Masci. Ma l’ex Dc insiste: serve un altro centrodestra

PESCARA. La Lega prende le distanze dalla contestazione nei confronti dell’onorevole Gianfranco Rotondi, in piazza Primo Maggio, da parte di due fan di Matteo Salvini. A Rotondi, che venerdì stava rilasciando una intervista, due uomini hanno contestato di essere «amico degli immigrati e degli extracomunitari», mentre «Salvini sta salvando l’Italia», perché li sta «cacciando». E si è sentito dire parole offensive, come «Porci» e «Vi faremo il c…».
Il vice capogruppo della Camera dei deputati di Forza Italia ed è ministro del governo Berlusconi ha subito informato la questura, facendo arrivare una pattuglia della squadra volante, e si è rifugiato al bar Berardo mentre i due si allontanavano. Di certo, commenta il segretario regionale del partito di Salvini, Giuseppe Bellachioma, «quelle persone non rappresentano la Lega e mi auguro che possano essere identificate», dice ancora esprimendo a Rotondi «vicinanza» per l’episodio di due giorni fa, «deprecabile e da stigmatizzare». «Sempre e comunque», prosegue Bellachioma, va «consentita l’opportunità a un parlamentare di esprimere le proprie idee, anche mentre rilascia un’intervista» e Rotondi «merita rispetto, seppure sia in una posizione diversa dalla nostra linea politica, anche perché è nostro alleato in Abruzzo, in Regione e in altre città amministrate dal centrodestra. Il dialogo e il confronto sono alla base di una civile convivenza nel nostro sistema democratico», conclude.
Una «condanna» per l’aggressione verbale a Rotondi, che ha temuto di essere picchiato, arriva da Luca De Renzis, commissario provinciale della Lega a Pescara. Esprimendo solidarietà al deputato di Forza Italia, sottolinea che è «improprio» associare l’accaduto a «presunti sostenitori di Salvini o a un clima generato dalla Lega e dal suo leader. Siamo certi che i due balordi non siano affatto vicini alla Lega, i cui elettori, simpatizzanti e militanti agiscono con assoluta correttezza».
E ribadisce il rifiuto a qualsiasi «forma di aggressione verbale o fisica», augurandosi che d’ora in poi «Rotondi sarà al nostro fianco» per alcune battaglie. Un messaggio di solidarietà è arrivato anche dal senatore Nazario Pagano, coordinatore di Forza Italia in Abruzzo. «Le opinioni politiche possono essere criticate, ma mai devono diventare oggetto di minacce o violenza» ed è «responsabilità» proprio della politica «abbassare i toni dello scontro, affinché la violenza, che già abbonda sui social network, non si travasi nelle strade». Per il sindaco Carlo Masci è stato «un episodio intollerabile e inqualificabile perché nessun confronto tra diverse posizioni politiche può travalicare il rispetto per le persone e per le istituzioni che rappresentano. La violenza (verbale e fisica) non può mai essere uno strumento di lotta politica», osserva il primo cittadino. Massimiliano Pignoli, capogruppo dell’Udc al Comune, sottolinea invece che questo episodio «dimostra l’avvelenamento del clima politico» e c’è da augurarsi che «gli autori di questo fatto di intolleranza vengano individuati» e che non si ripetano scene del genere.
Dopo aver ricevuto messaggi anche da altri parlamentari come Gelmini (Fi) e Borghi (Pd), Rotondi ha voluto ringraziare tutti e sottolineare che «c’è bisogno di una politica mite». E ha annunciato di aver «firmato l'appello de Il Foglio e di Claudio Cerasa per un altro centrodestra», mettendo così le distanze rispetto a Salvini. Su Twitter il “caso” è stato molto seguito: in settemila sono intervenuti sul profilo di Rotondi dopo la denuncia della contestazione. (f.bu.)